Cancro al collo dell’utero: vaccino di stato
Il vaccino contro il virus del papilloma umano, responsabile del cancro al collo dell'utero, costa caro ed è ancora poco studiato; ma per le autorità, le adolescenti svizzere vanno vaccinate.
Il programma di vaccinazione è stato approvato da 25 cantoni (manca il sì del parlamento ticinese). Tutti i cantoni propongono una somministrazione del prodotto da parte dei servizi della sanità scolastica o di uno studio medico a partire dagli 11 anni di età. Il vaccino protegge contro i due tipi di virus HPV più frequenti, responsabili di oltre il 70% delle infezioni. La durata della protezione è di 5-10 anni, poi è necessario un richiamo (sulle cui modalità ancora non c’è chiarezza).
Il direttore dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Thomas Zeltner, è convinto che una capillare distribuzione del vaccino possa evitare ogni anno circa 2000 casi di lesioni precancerose, 160 casi di tumore conclamato e 50 decessi. Attualmente circa 5000 forme precancerose e 250 nuovi casi di tumori sono diagnosticati ogni anno e causano la morte di 90 donne.
La Lega svizzera contro il cancro ha reagito dicendo di apprezzare il principio di tale campagna, ma criticando il prezzo del vaccino, ritenuto troppo elevato. Inoltre vuole avere maggiori informazioni sull’impatto di questo tipo di terapia, in particolare sui possibili effetti collaterali.
Si tratta del vaccino più caro mai messo sul mercato, con un totale di 100-120 milioni di franchi a carico dell’assicurazione malattia di base nei primi tre anni. Confederazione, cantoni e assicuratori hanno negoziato insieme un forfait di 480 franchi per le tre iniezioni necessarie. Le adolescenti non dovranno pagare nulla se si faranno vaccinare nell’ambito di un programma cantonale.
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