Chieste restrizioni per visti a cittadini libici
La commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha domandato lunedì al governo di adottare dei provvedimenti contro la Libia a livello di concessione dei visti.
Riunitasi a Baden, nel canton Argovia, la commissione della Camera bassa del parlamento svizzero ha approvato la mozione per 15 voti a sette e tre astensioni.
Nella conferenza stampa, il presidente della commissione Geri Müller (Verdi) non ha precisato quali misure dovrebbe adottare la Confederazione.
Concretamente, la Svizzera potrebbe ad esempio chiedere delle restrizioni nell’ambito del trattato di Schengen. L’accordo prevede che un paese possa opporsi alla concessione di visti per alcune categorie di persone. Quest’ultime non potrebbero più ricevere un visto per tutto lo spazio di Schengen, ma solo per il paese nel quale lo hanno richiesto.
La commissione ha per contro rifiutato (per 14 voti contro sette e quattro astensioni) una seconda mozione, che domandava la rottura delle relazioni diplomatiche con la Libia, che da oltre un anno impedisce a due uomini d’affari svizzeri di lasciare il paese.
Müller ha inoltre precisato che la commissione ha sporto denuncia contro ignoti per una fuga di notizie. Domenica, il giornale Sonntag aveva pubblicato un articolo su un rapporto confidenziale del governo sul caso libico.
Lunedì anche Amnesty International è intervenuta presso le autorità libiche. In una lettera, il segretariato internazionale dell’organizzazione, basato a Londra, ha chiesto a Tripoli di fornire informazioni sul luogo di detenzione dei due cittadini elvetici. Inoltre, Amnesty esige che possano contattare immediatamente un avvocato e la loro famiglia, nonché far capo a un aiuto medico.
swissinfo.ch e agenzie
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