Crisi libica: USA e OCI pronti ad aiutare la Svizzera
Gli Stati uniti e l'Organizzazione della conferenza islamica hanno indicato separatamente di essere disponibili a dare un colpo di mano per porre fine alla vertenza fra la Svizzera e la Libia. Le autorità libiche trattengono da oltre un anno due cittadini svizzeri, quale misura di ritorsione per l'arresto a Ginevra del figlio di Gheddafi.
“Il mio governo sta seguendo questo caso con preoccupazione”, ha dichiarato l’ambasciatore americano a Berna Donald Beyer, in un’intervista pubblicata martedì dal quotidiano Südostschweiz. A detta del diplomatico, non solo gli Stati uniti, ma anche diversi altri paesi, sarebbero disposti a offrire il loro aiuto alla Svizzera.
Venerdì scorso, in seguito ad un incontro con la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, il ministro degli affari esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos aveva espresso a sua volta solidarietà alla Svizzera in merito alla vertenza con la Libia. Interrogato sul ruolo che potrebbe svolgere Madrid per sbloccare la situazione, Moratinos ha ricordato che la presidenza spagnola dell’UE comincerà il primo gennaio, aggiungendo di sperare tuttavia che fino ad allora la vertenza sarà risolta. La Spagna ha negli ultimi tempi rafforzato le relazioni con Tripoli: lo stesso Moratinos ha incontrato il leader libico Gheddafi nel luglio 2008.
Rispondendo a una domanda della radio svizzera tedesca DRS, Babacar Ba, delegato all’Onu l’Organizzazione della conferenza islamica (OCI), ha dichiarato che anche quest’ultima sarebbe disposta a fungere da intermediario tra Svizzera e Libia. L’OCI è al corrente della crisi tra Berna e Tripoli e spera che una soluzione possa essere trovata al più presto, ha detto Ba. Se entrembi i Paesi sollecitassero la sua mediazione, l’OCI, della quale la Libia è membro, sarebbe d’accordo di compiere tale missione, ha precisato Babacar Ba a swissinfo.ch.
In tal caso, il segretario generale dell’organizzazione Ekmeleddin Ihsanoglu nominerà un negoziatore, afferma Ba. L’OCI opera principalmente in caso di conflitti tra i suoi 57 paesi membri. A Berna, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non ha finora rilasciato dichiarazioni.
swissinfo e agenzie
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