Deputati UDC divisi sulla libera circolazione
Una trentina di parlamentari dell'Unione democratica di centro (UDC) hanno fondato un comitato per il "no" al rinnovo dell'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea e alla sua estensione a Bulgaria e Romania. L'ala economica del gruppo parlamentare del maggiore partito svizzero si batte invece per il "sì".
Il 29 novembre l’assemblea dei delegati dell’UDC aveva deciso a schiacciante maggioranza, 432 favorevoli e 45 contrari, di raccomandare ai propri elettori di respingere il testo sottoposto il prossimo 8 febbraio a votazione federale. Rispetto alla base del partito, il gruppo parlamentare evidenzia invece una chiara spaccatura sulla questione della libera circolazione.
Due settimane fa, l’ala economica, guidata dal consigliere nazionale turgoviese Peter Spuhler, aveva infatti dato vita ad un comitato per il “sì”, di cui fanno parte 24 parlamentari. Domenica, 29 rappresentanti dell’UDC alle camere federali hanno annunciato invece la creazione di un comitato che si schiera per il “no” al rinnovo dell’accordo sulla libera circolazione delle persone con Bruxelles e alla sua estensione a Bulgaria e Romania.
Alla guida di questo comitato, di cui fa parte anche l’ex consigliere federale Christoph Blocher, si trova il presidente dell’UDC Toni Brunner, i vicepresidenti Yvan Perrin e Jasmin Hutter, nonché la vicepresidente del gruppo parlamentare Yvette Estermann. Il comitato si oppone tra l’altro al fatto che il parlamento abbia voluto riunire in un unico pacchetto la questione del rinnovo dell’accordo in vigore e quella dell’estensione ai due paesi che hanno aderito all’UE nel 2007. Ai loro occhi, in caso di bocciatura alle urne, il Consiglio federale sarà chiamato a ripresentare i due argomenti separatamente.
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