Due Nobel contro l’esportazione d’armi
L'iniziativa sul divieto di esportare materiale bellico, in votazione il 29 novembre, gode del sostegno di due personalità illustri: i due premi Nobel per la pace Desmond Tutu e Adolfo Pérez Esquivel hanno inviato un messaggio di simpatia ai promotori.
I due premi Nobel per la pace hanno scritto la scorsa settimana al comitato d’iniziativa, ha indicato lunedì il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE).
Secondo l’arcivescovo sudafricano, premiato nel 1984 per il suo impegno a risolvere il problema dell’apartheid, “l’esempio luminoso che la Svizzera darebbe rinunciando all’esportazione di materiale bellico, farebbe riflettere anche altri Paesi” a rivedere le loro leggi in questo ambito.
Gli scritti di Tutu e Esquivel (Nobel nel 1980 per il suo lavoro in favore della difesa dei diritti dell’uomo in Argentina) fanno parte di una serie di mail e lettere di solidarietà che sono giunte nelle ultime settimane al GSsE da un po’ tutto il mondo, si legge nella nota diramata lunedì.
Sul fronte opposto, la società Ruag, attiva anche nella fabbricazione di materiale bellico, ha sottolineato che un sì all’iniziativa avrebbe conseguenze nefaste per l’economia svizzera. Il gruppo, di cui la Confederazione è azionista principale, ha indicato che circa 2’000 impieghi su 7’000 potrebbero scomparire.
swissinfo.ch e agenzie
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