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Liberate mio fratello: appello a Gheddafi

Moritz Göldi, il fratello del direttore della filiale libica del gruppo ABB agli arresti domiciliari a Tripoli, ha lanciato un appello al leader libico affinché liberi «con un gesto umanitario» i due ostaggi elvetici.

«Noi ci appelliamo al colonnello Muammar Gheddafi e al governo libico perché liberino Rachid e Max», così si è espresso Moritz Göldi in un’intervista rilasciata mercoledì sera alla trasmissione Rundschau della televisione svizzero tedesca.

Moritz Göldi ha affermato, fra l’altro, che il fratello non sta bene e che soffre di incubi e di attacchi di ansia. Secondo lo stesso, la sua salute è peggiorata da quando i due uomini erano stati trasferiti in un luogo segreto dai servizi di sicurezza libici.

Da inizio novembre i due ostaggi si trovano di nuovo all’ambasciata svizzera di Tripoli.

Il fratello dell’ostaggio ha accolto con favore la collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in quanto da subito si è preso a cuore la sua famiglia. Moritz Göldi ha anche dichiarato che non comprende le critiche rivolte al presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz.

Max Göldi, direttore della filiale libica del gruppo ABB, e Rachid Hamdani, un responsabile di una PMI del canton Vaud, erano stati messi agli arresti domiciliari nel luglio del 2008, dopo il fermo avvenuto a Ginevra del figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Hannibal, e di sua moglie.

swissinfo.ch e agenzie

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