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Micheline Calmy-Rey visita l’Asia Centrale

La ministra degli affari esteri Micheline Calmy-Rey è partita domenica alla volta dell'Asia Centrale per una serie di incontri ufficiali. Visiterà progetti di cooperazione e sviluppo sostenuti dalla Svizzera e si vedrà con i rappresentati del governo e dell'economia.

La responsabile del Dipartimento degli affari esteri (DFAE) visiterà il Turkmenistan, Tadjikistan, Ouzbékistan, Kirghizistan e Kazakhstan. In questo ultimo paese inaugurerà l’ambasciata svizzera nella capitale Astana. Il Kazakhstan presiederà nel 2010 l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

«La Svizzera si impegna da anni per lo sviluppo di questa regione», si legge nel comunicato del DFAE. In Asia Centrale la Confederazione ha investito 40 milioni di franchi nel 2009, puntando soprattutto nella sanità, gestione delle risorse idriche e riduzione dei rischi di catastrofi naturali, istituzioni pubbliche e servizi, infrastrutture essenziali, sviluppo del settore privato.

Parte del sostegno svizzero si è concentrato nella vallata densamente popolata del Fergana (Uzbekistan), in particolare a livello di approvvigionamento di acqua potabile e irrigazione. Anche il Kirghizistan e il Tadjikistan trarranno benefici da questo progetto.

La Svizzera presiede nelle Istituzioni di Bretton Woods (Fondo monetari mondiali e Banca mondiale) un gruppo di voto cui appartengono anche Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. È il cosiddetto gruppo “Helvetistan”.

La tournée della ministra degli esteri elvetica si concluderà venerdì 9 ottobre.

Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, recatosi ad Istanbul, si è dichiarato soddisfatto per i “colloqui costruttivi” avuti domenica nel quadro dell’incontro del Comitato monetario e finanziario internazionale (IMFC). Il ministro svizzero delle finanze ha sottolineato nel corso dell’incontro «l’importanza di strategie coerenti per una tempestiva revoca delle misure straordinarie di politica monetaria e finanziaria promosse dai governi per far fronte alla crisi», si legge nel comunicato del Dipartimento federale delle finanze.

swissinfo.ch e agenzie

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