«Nessun automatismo» in merito al diritto europeo
Secondo il governo elvetico, che mercoledì si è occupato dei rapporti tra Svizzera e Unione europea, occorrono nuove soluzioni per adattarsi rapidamente all'evoluzione del diritto comunitario.
«Ogni automatismo è escluso», per non perdere la flessibilità offerta dalla via bilaterale, ha dichiarato giovedì la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey. Le esigenze di Bruxelles concernenti l’adozione da parte della Svizzera delle normative europee fanno parte delle nuove sfide, ha puntualizzato. In quest’ottica – attraverso un diritto di codecisione – Berna deve poter influire maggiormente sul processo, ha insistito.
Calmy-Rey non ha però voluto pronunciarsi in merito alle prospettive concrete, segnatamente un eventuale rilancio della domanda di adesione. La ministra si è limitata ad affermare che il governo valuterà i vari strumenti della politica europea, come chiesto in un postulato dalla consigliera nazionale Christa Markwalder, presidente del Nuovo movimento europeo svizzero.
L’adesione all’Unione europea è uno «strumento come gli altri», ha ribadito Calmy-Rey, riferendosi alla proposta difesa a suo tempo dall’esecutivo. Complessivamente, ha aggiunto, «vi sono da sei a sette possibilità».
swissinfo.ch e agenzie
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