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Petra Gössi, presidente del PLR «Ognuno deve ricevere la sua rendita e farne ciò che vuole»

Petra Gössi a Palazzo federale

Petra Gössi: «Capisco il malumore suscitato dalla maldestra e insensibile comunicazione e in quanto presidente di partito ne assumo la responsabilità». 

(Keystone)

Le affermazioni di Petra Gössi apparse sul quotidiano svizzero tedesco Blick hanno indignato la Quinta Svizzera. La presidente del Partito liberale radicale (PLR) afferma ora chiaramente che «gli svizzeri all’estero hanno ovviamente diritto alle loro rendite di vecchiaia e devono avere gli stessi diritti degli svizzeri che vivono in patria».

«L’aumento delle rendite aiuta le persone sbagliate, ovvero i pensionati all’estero, che non generano alcun valore aggiunto in Svizzera. Indoriamo la loro pensione a spese delle generazioni future». Quest’affermazione di Petra Gössi pubblicata dal giornale scandalistico Blick ha fatto sobbalzare i pensionati all’estero, e in particolare gli svizzeri all’estero.

swissinfo.ch: Condivide l’indignazione degli svizzeri all’estero?

Petra Gössi: Capisco il malumore suscitato dalla maldestra e insensibile comunicazione e in quanto presidente di partito ne assumo la responsabilità. Fa parte del mestiere. Ho ricevuto molte lettere per email, positive e negative, ma perlopiù ho avuto reazioni negative da parte di svizzeri all’estero. I messaggi hanno mostrato soprattutto che il testo non è stato inteso nel giusto contesto. Certo, il Blick non ha falsato il testo, ma purtroppo questo è stato ripreso nel contesto sbagliato da altri media.

swissinfo.ch: Se non si è trattato di un attacco ai pensionati all’estero, che cosa voleva dire?

P. G.: Abbiamo sempre detto di non volere una riduzione delle rendite. Ora non stiamo discutendo dell’attuale AVS [Assicurazione vecchiaia e superstiti, ndr], ma di una cosiddetta “riforma” che prevede di distribuire indistintamente 70 franchi in più di AVS e che costerà parecchio alla prossima generazione, senza per questo portare nulla. Già dal 2035 il deficit annuale sarà di 7 miliardi di franchi. Nemmeno un’età di pensionamento a 67 anni basterà per colmare questo buco. La riforma delle pensioni 2020 non sarà sufficiente per risanare le casse, soprattutto a causa dell’aumento delle rendite di 70 franchi.

Sul tavolo c’erano proposte migliori che avrebbero avuto più effetti per i poveri. Purtroppo, queste soluzioni socialmente eque non sono state sostenute dal Partito socialista e dal Partito popolare democratico. Tra queste c’era ad esempio una proposta che prevedeva un aumento delle rendite per i più poveri, di cui avrebbero beneficiato anche gli svizzeri all’estero, che non ricevono alcuna prestazione complementare.

swissinfo.ch: Ha quindi tenuto conto anche degli svizzeri all’estero. Però, ha parlato pure di «una pensione a spese delle generazioni future»…

P. G.: Anche gli svizzeri all’estero devono tener conto del fatto che il buco dell’AVS verrà coperto tramite un aumento dell’IVA e delle deduzioni salariali. Il diritto alle rendite delle persone all’estero non si discute. Non hanno nulla da temere. Ma non bisogna cofinanziare l’AVS con un aumento dell’IVA. Altrimenti, i giovani, e quindi anche i pronipoti degli svizzeri all’estero, dovranno pagare di più. Per questo motivo si tratta di una proposta ingiusta nei confronti delle generazioni future.

swissinfo.ch: Nemmeno gli attuali pensionati in Svizzera devono cofinanziare l’aumento delle rendite…

P. G.: Coloro che già ricevono una rendita e che vivono in Svizzera pagano lo 0,6% in più di IVA, senza però ottenere il supplemento di 70 franchi. Ciò significa che a causa di questa riforma, a fine mese avranno meno soldi nel portamonete rispetto a quanto avrebbero senza la riforma.

swissinfo.ch: Gli svizzeri all’estero non ricevono tuttavia alcuna prestazione complementare. Provi a immaginare: se anche solo una frazione degli oltre 750'000 svizzeri all’estero dovesse tornare in patria, il sistema delle prestazioni complementari sarebbe fortemente sotto pressione…

P. G.: È vero. Chi torna in patria avrebbe ovviamente gli stessi diritti alle rendite degli svizzeri che vivono qui. Vede, sono liberale in tutto e per tutto. Ognuno è libero di vivere dove vuole. È ovvio che ognuno deve ricevere la sua rendita e farne ciò che vuole.

Previdenza per la vecchiaia 2020

La riforma del sistema pensionistico svizzeroLink esterno prevede l’aumento dell’età di pensionamento per le donne da 64 a 65 anni. In base al progetto accettato dal parlamento, verrà introdotto un supplemento di 70 franchi al mese sulle nuove rendite AVS. Per finanziare questa misura, le deduzioni salariali per l’AVS aumenteranno dello 0,3%. La riforma prevede anche che il tasso di conversione, che serve a calcolare le rendite del secondo pilastro, passi dal 6,8% al 6%. L’AVS sarà inoltre sostenuta da un incremento dell’IVA.

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Traduzione dal tedesco di Luigi Jorio

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