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Riforma delle pensioni Macron s'ispira a un economista franco-svizzero

Il presidente francese Emmanuel Macron in mezzo alla folla si presta ai selfie.

Emmanuel Macron intende semplificare il sistema pensionistico francese. Prima di intraprendere la riforma ha consultato l'economista elvetico-francese Antoine Bozio.

(Keystone)

Il ricercatore Antoine Bozio difende l'introduzione di un sistema pensionistico a punti, un'idea ripresa dal nuovo presidente francese Emmanuel Macron. I lavori dell'esperto di politiche pubbliche originario di Ginevra destano sempre più attenzione in Francia. Incontro.

L'appuntamento è nel suo ufficio nel nuovissimo campus della Paris School of Economics, nella parte sud della città dei Lumi. Il sole splende sul grande giardino, dove alcuni studenti sono assorti nelle letture. Antoine Bozio è sorridente. Il suo lavoro ha appena ricevuto il Premio del miglior giovane economista 2017, una distinzione che gli dà grande visibilità in Francia.

Ma se ci interessiamo al direttore franco-svizzero dell'Istituto di politiche pubbliche è per il suo tema prediletto: la riforma del sistema pensionistico. Un tema peraltro di stretta attualità in Svizzera, dove il popolo voterà il 24 settembre.

Alla tematica Antoine Bozio ha dedicato la tesi di dottorato sotto la direzione del celeberrimo economista Thomas Piketty e un libro co-firmato dal suo mentore. Ora è Emmanuel Macron che attinge alle sue idee.

"I suoi consiglieri sono venuti da me, all'inizio della campagna presidenziale, racconta il ricercatore nato a Ginevra. Successivamente, ho presentato le mie proposte direttamente al futuro presidente".

Per quali motivi si vuole attuare una profonda riforma? "Il sistema pensionistico francese si trova di fronte a diversi problemi: l'aumento della speranza di vita compromette la stabilità finanziaria; il sistema è molto frammentato, con una moltitudine di regimi professionali differenti che danno luogo a disuguaglianze; molti i cittadini non lo capiscono e hanno l'impressione di pagare per nulla".

La proposta di riforma di Antoine Bozio si ispira al modello svedese di pensione a punti, o di "conti nozionali" secondo la denominazione tecnica. In linea di massima, ogni assicurato ha un conto individuale nel quale sono registrati i contributi versati. Ogni euro accreditato aumenta la futura pensione. La somma dei contributi è rivalorizzata periodicamente sulla base della progressione dei salari. Al momento del pensionamento, la speranza di vita media della generazione della persona in questione è determinante per l'importo della pensione.

"Questo consente di dire: lei trascorrerà 32 anni in pensione, noi possiamo garantire questo importo. Prendendo in considerazione il costante aumento della speranza di vita, si assicura l'equilibrio finanziario a lungo termine e si evitano successive riforme".

Antoine Bozio è stato allievo dell'economista di fama mondiale Thomas Piketty. 

(Antoine Bozio)

Quel lato elvetico

Ma perché è così interessato alle pensioni, un tema sul quale lavora dal 2004? "Le spese pensionistiche in Francia sono enormi. Rappresentano 14 punti di prodotto interno lordo (PIL), contro, per esempio, 6 in Gran Bretagna e 10 in Germania. Migliorando anche solo un po' l'efficienza del sistema si avrebbe già un impatto enorme".

Il governo Macron prevede di votare la nuova legge nel 2018. "Mi sembra troppo veloce per una simile riforma strutturale. Io chiedo di prendere un po' di tempo. È forse il mio lato svizzero...", ride Antoine Bozio.

Un lato svizzero che il trentenne non esita ad evidenziare. Pur essendo cresciuto e avendo studiato in Francia, la sua doppia nazionalità è ben visibile sul suo curriculum. Parla anche tedesco e italiano, legge la stampa svizzera, partecipa assiduamente alle votazioni, si dice molto attaccato alla democrazia diretta. Gli piacciono la montagna, lo sci in Val d'Anniviers (nel canton Vallese) e racconta la storia dell'Escalade, la vittoria di Ginevra sui savoiardi, al figlio di tre anni e mezzo.

Del resto, Antoine Bozio vede il suo ruolo di ricercatore al servizio del dibattito democratico. Si è quindi specializzato sulla valutazione delle politiche pubbliche. "Da sempre mi interessa capire il loro impatto. Non si può avere un'opinione netta semplicemente secondo la propria visione del mondo. Prima di essere a favore o contro il salario minimo, per esempio, occorre sapere se crea disoccupazione o meno. L'idea non è di abolire il dibattito, ma di fornirgli delle basi".

Idee che si fanno largo

Dopo il dottorato, l'economista ha lavorato per cinque anni presso l'Istituto di studi fiscali (IFS) di Londra, specializzato in questo tipo di valutazioni. "Sono rimasto impressionato dall'impatto di ogni loro pubblicazione: scrutata, ripresa ovunque". Una prassi molto lontana dalla cultura politica francese.

Ma l'idea sta guadagnando terreno in Francia. Antoine Bozio evoca una presa di coscienza di fronte alla necessità di ridurre la spesa pubblica. Nel 2011, ha partecipato alla creazione dell'Istituto di politiche pubbliche (IPP) di Parigi, una "interfaccia" tra la ricerca e la politica. "Cinque anni fa, ero ancora l'unico impiegato. Oggi, l'IPP dispone di 17 ricercatori e una quarantina di ricercatori affiliati", si rallegra. L'istituto è stato in particolare sollecitato in merito ai sussidi per l'alloggio e alla ripartizione degli allievi tra le scuole.

Prima di tornare al proprio lavoro, Antoine Bozio ci parla brevemente anche di un'altra ricerca alla quale partecipa, con l'IFS di Londra. Essa riguarda gli effetti della tassazione sul lavoro. Il numero medio di ore lavorate per persona è molto più elevato negli Stati Uniti che nei grandi paesi europei, quali la Francia, la Gran Bretagna e la Germania.

In un articolo provocatorio, il Nobel per l'economia Edward Prescott ha scritto che queste differenze sono dovute al tasso d'imposizione. "Ciò svolge certamente un ruolo, ma se si decompongono gli effetti, non è così semplice. La difficoltà è quella di fare una valutazione a lungo termine e un confronto internazionale". Una vasta impresa che Antoine Bozio e i suoi colleghi ricercatori sono ben lungi dall'aver concluso.

Un allievo di Piketty

1978: Antoine Bozio nasce a Ginevra, figlio di genitori medici.

1983: La famiglia si trasferisce a Lione.

1999 Inizia l'Ecole normale supérieure di Parigi, una delle più prestigiose e più selettive università della Francia.

2006: Consegue il dottorato in scienze economiche all'Ecole des hautes études en sciences sociales, sotto la direzione di Thomas Piketty. Alla sua tesi sarà assegnato il Premio dell'Associazione francese di scienze economiche.

2011: Creazione dell'Istituto di politiche pubbliche a Parigi.

2017: Premio per il miglior giovane economista francese 2017.

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(Traduzione dal francese: Sonia Fenazzi), swissinfo.ch

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