Sicurezza alimentare svizzera Una produzione agroalimentare che concili tanti interessi

Nuovi principi costituzionali per un approvvigionamento alimentare della popolazione svizzera basato su una produzione sostenibile saranno presto sottoposti all’esame dell’elettorato. Tutto è partito dall’iniziativa popolare "Per la sicurezza alimentare", che ha raccolto quasi 150mila firme in soli tre mesi. Quasi certamente i cittadini non voteranno però sull’iniziativa lanciata dall’Unione svizzera dei contadini, bensì unicamente sul controprogetto adottato dal parlamento.

L’emendamento costituzionale sulla sicurezza alimentare proposto dal parlamento attribuisce chiaramente il ruolo principale nell’approvvigionamento alla produzione agroalimentare indigena e un ruolo complementare a quella importata. Entrambe devono essere improntate a uno sviluppo ecologicamente sostenibile e al rispetto degli interessi sia dei produttori, sia dei consumatori.

Il testo introduce inoltre il principio dello sfruttamento efficiente delle risorse naturali. Esso è retto anche dall’idea che tutta la filiera alimentare, dagli agricoltori fino ai consumatori, passando dall’industria, debba assumersi le proprie responsabilità. Questo in particolare riguardo alla lotta contro gli sprechi.

Forte di quasi 150mila firme raccolte nel giro di soli tre mesi, l'iniziativa popolare "Per la sicurezza alimentare" dell'Unione svizzera dei contadini è stata efficace, senza bisogno di passare dalle urne. Il parlamento ha elaborato un controprogetto che soddisfa la sua esigenza prioritaria: stabilire che la sicurezza alimentare della Svizzera è garantita principalmente con la produzione interna.

Forte di quasi 150mila firme raccolte nel giro di soli tre mesi, l'iniziativa popolare "Per la sicurezza alimentare" dell'Unione svizzera dei contadini è stata efficace, senza bisogno di passare dalle urne. Il parlamento ha elaborato un controprogetto che soddisfa la sua esigenza prioritaria: stabilire che la sicurezza alimentare della Svizzera è garantita principalmente con la produzione interna.

(Keystone)

Ideato dalla Camera dei Cantoni, secondo la quale l’iniziativa popolare "Per la sicurezza alimentareLink esterno" è troppo vaga e con un margine di interpretazione eccessivo, il controprogetto appare avviato verso il successo. La Camera del popolo, che inizialmente aveva sostenuto l’iniziativa dell’Unione svizzera dei contadini, martedì ha aderito all’alternativa proposta dai senatori con una maggioranza schiacciante: 173 voti contro 7.

Il controprogetto soddisfa anche i promotori dell’iniziativa, i quali hanno già promesso il suo ritiro in favore della soluzione uscita dai banchi del parlamento. L’ultima parola spetterà al popolo. Considerata l’ampiezza dei favori di cui gode il testo, l’avallo popolare appare a portata di mano.

Il grado di autoapprovvigionamento è la quota della produzione indigena rispetto al consumo all’interno del paese. Il calcolo si basa sul valore energetico delle singole derrate alimentari. Si distingue tra grado di autoapprovvigionamento lordo e grado di autoapprovvigionamento netto. Per calcolare quest’ultimo si tiene conto del fatto che una parte della produzione indigena si ottiene utilizzando alimenti importati per animali

Altre due iniziative riuscite

Tutta in salita sembra invece la strada per le altre due iniziative popolari riguardanti il cibo, depositate negli ultimi anni, benché vada sottolineato che il controprogetto all’iniziativa popolare "Per la sicurezza alimentare" risponde parzialmente anche alle loro richieste.

Denominata "Per la sovranità alimentareLink esterno", l’iniziativa lanciata dal sindacato Uniterre, chiede che a tal fine la Confederazione promuova un’agricoltura indigena, rimunerativa e diversificata, che preservi le risorse naturali. Essa prevede tra l’altro il divieto di organismi geneticamente modificati, la riscossione di dazi sulle importazioni di prodotti agricoli e derrate alimentari, nonché il disciplinamento dei volumi di tali importazioni.

Depositata dai Verdi svizzeri, l’iniziativa "Per alimenti equiLink esterno" esige invece che i criteri per la protezione dell’ambiente e degli animali siano applicati anche ai prodotti importati. In questo modo, i promotori vogliono evitare che la produzione industriale di massa giunga sul mercato elvetico.

Il parlamento non le ha ancora esaminate. Il governo raccomanda di respingerle entrambe.

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