Verso un rinvio del processo UBS negli USA
Il governo statunitense e la banca svizzera, sostenuta dalle autorità elvetiche, hanno chiesto al giudice federale di Miami Alan Gold di rinviare il processo, che si sarebbe dovuto aprire lunedì.
La sospensione dovrebbe permettere alle parti di raggiungere un accordo extra-giudiziale.
Nel comunicato, l’UBS, il governo svizzero e le autorità fiscali americane hanno chiesto al giudice di rinviare la prima udienza di tre settimane. Entro questa data sperano di trovare un’intesa per porre fine alla vertenza.
La Confederazione si esprime in qualità di “amicus curiae”. Con questa espressione ci si riferisce a chi, pur non essendo parte in causa, offre volontariamente informazioni alla corte su un aspetto della legge o su altre parti del caso, per aiutare il tribunale a decidere.
La domanda sarà presentata lunedì al tribunale di Miami e non è quindi ancora stata ufficialmente approvata da Alan Gold, contrariamente a quanto annunciato in un primo tempo.
Dal canto suo Washington continua a mostrarsi determinata. Stando ad un comunicato del Dipartimento di giustizia, le parti si sono accordate sul fatto che “qualsiasi possibile soluzione dovrà obbligatoriamente contenere una clausola secondo cui UBS metterà a disposizione dell’IRS (Internal Revenue Service, l’autorità fiscale degli Usa) un numero significativo di dati di clienti”. Se non dovesse essere trovata una soluzione, il Dipartimento promette di “battersi con vigore” in tribunale.
L’IRS chiede alla banca svizzera di consegnare i dati di 52’000 clienti americani, sospettati di aver evaso il fisco.
Se vi sarà il via libera del giudice e non dovesse essere trovato un accordo extragiudiziale tra le parti, il processo si svolgerà il 3 e 4 agosto prossimi.
swissinfo.ch e agenzie
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