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Condizioni più severe per i giovani senza lavoro

La camera bassa del parlamento ha deciso di inasprire le condizioni per l’ottenimento delle indennità di disoccupazione, in particolare per i giovani. Al contempo, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha comunicato un aumento del tasso di disoccupazione al 4,2%

Dalla Camera del popolo (Consiglio nazionale) giungono cattive notizie per i giovani senza lavoro. In futuro, chi avrà contribuito al fondo di disoccupazione per un periodo inferiore ai dodici mesi otterrà 260 indennità giornaliere, invece delle attuali 400.

Il taglio delle prestazioni, più marcato rispetto a quanto formulato dalla Camera dei cantoni (Consiglio degli Stati), è stato invano combattuto dalla sinistra. La maggioranza borghese ha deciso che per ottenere le 400 indennità bisognerà aver contribuito per almeno 18 mesi, avere al minimo 30 anni oppure avere dei figli a carico.

Soltanto i lavoratori con più di 55 anni e gli invalidi potranno beneficiare della prestazione massima (520 indennità). Fino a 25 anni, i disoccupati senza figli a carico riceveranno soltanto 130 indennità, indipendentemente dalla durata dei contributi. E per gli studenti che non troveranno un’occupazione al termine della loro formazione, la prestazione si limiterà a 90 indennità giornaliere.

Ma non è tutto. Martedì, le due camere hanno stabilito che per non essere penalizzati dall’assicurazione disoccupazione, i disoccupati con meno di 30 anni dovranno accettare un impiego, anche se la professione non tiene conto delle loro capacità e formazione.

Il giro di vite per i senza lavoro giunge in un periodo assai difficile. Mercoledì, la SECO ha rilevato che nel mese di novembre il tasso di disoccupazione in Svizzera è salito dello 0,2% al 4,2% (+1,5% in un anno). Un incremento che stando alla seco è comunque più limitato del previsto.

Il cantone con il maggior numero di senza lavoro rimane Ginevra (7,2%), seguito da Neuchâtel (6,8%) e Giura (5,9%). Sopra la media nazionale il Ticino, con una proporzione del 5,5% (Grigioni: 2,2%).

I rami più colpiti sono l’industria orologiera e il settore alberghiero/ristorazione.

swissinfo.ch e agenzie

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