Il legale di Polanski chiede l’abbandono delle accuse
L'avvocato del regista franco-polacco Roman Polanski ha chiesto giovedì alle autorità californiane di lasciare cadere le accuse e di ordinare la scarcerazione del suo cliente.
Polanski, attualmente confinato nella propria abitazione di Gstaad in attesa di un’eventuale estradizione verso gli Stati Uniti, è accusato di avere avuto relazioni sessuali con una minorenne oltre 30 anni or sono e di avere lasciato l’America per evitare il processo.
Giovedì a Los Angeles, il legale ha denunciato davanti ai giudici della Corte di appello del secondo distretto della California gravi errori di procedura avvenuti nel 1977. «Ciò che il giudice ha fatto a quell’epoca fa rabbrividire», ha affermato l’avvocato durante l’udienza.
I legali del regista sostengono infatti che Polanski non è stato trattato equamente in vista del suo processo, dato che il presidente del tribunale di Santa Monica, Laurence Rittenband – nel frattempo deceduto – era intenzionato a imprigionarlo per decenni nonostante fosse stato deciso un patteggiamento.
L’accusa ha dal canto suo ribadito che non si potrà lasciar cadere i capi d’imputazione fino a quando il regista non si presenterà davanti alla corte. La Corte di appello ha ora 90 giorni per prendere posizione.
swissinfo.ch e agenzie
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