La campagna anti-minareti è socialmente pericolosa?
In un parere pubblicato mercoledì, la Commissione federale contro il razzismo afferma che i manifesti dei promotori dell'iniziativa «Contro l'edificazione di minareti» veicolano un'immagine minacciosa dell'Islam, offendendo la popolazione musulmana che vive pacificamente in Svizzera.
In particolare, secondo la Commissione (CFR) il messaggio trasmesso lascerebbe intendere che la minoranza musulmana intende dominare la popolazione elvetica, sottomettere le donne e non rispettare i diritti fondamentali.
«Vi sono dei limiti alla libertà d’opinione che occorre rispettare se si vuole proteggere una minoranza dalla discriminazione e tutelare la società svizzera da una campagna che fomenta l’odio», scrive la CFR.
Vietando l’affissione di questi manifesti sul suolo pubblico, «gli esecutivi cittadini ottemperano all’obbligo di non discriminare previsto dall’articolo 8 capoverso 2 della Costituzione federale e all’obbligo di prevenzione sancito dall’articolo 2 della Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale. Il divieto risponde inoltre alle critiche formulate dagli organi internazionali per i diritti umani dell’ONU e del Consiglio d’Europa», aggiunge la CFR.
La valutazione della CFR è stata elaborata in seguito alla richiesta da parte di diverse città, le quali hanno domandato una valutazione dei manifesti da utilizzare come base per gli esecutivi cittadini chiamati a decidere se vietare o meno l’affissione.
Assai critico il commento della sezione giovanile del’Unione democratica di centro, pubblicato ancora prima del parere della CFR: «Una commissione non legittimata democraticamente si atteggia ad autorità di censura come se fosse in uno Stato comunista o nel Terzo Reich». A loro avviso, i cittadini sono sufficientemente maturi per formarsi un’opinione autonoma sull’iniziativa.
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