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La Svizzera aiuterà la Romania e la Bulgaria

La Confederazione vuole contribuire a ridurre le disparità economiche e sociali nell'Unione europea allargata. Con 113 voti contro 52, la Camera del popolo ha deciso lunedì di mettere a disposizione di Romania e Bulgaria 257 milioni di franchi. L'oggetto passa ora al Consiglio degli Stati.

Il Consiglio nazionale ha dapprima approvato l’entrata in materia sul contributo ai due paesi dell’Europa orientale con 109 voti contro 51 e contro il volere dell’Unione democratica di centro (UDC). A nome della minoranza, il deputato argoviese del partito nazionalista Luzi Stamm ha sostenuto inutilmente che “non è compito della Svizzera eliminare le disuguaglianze in seno all’Ue e sborsare soldi a tale scopo”.

A nome della maggioranza della commissione, il consigliere nazionale socialista Mario Fehr ha sottolineato che quest’aiuto è nell’interesse della Svizzera, sia dal punto di vista economico che da quello dell’immigrazione indesiderata. L’aiuto è pure in sintonia con precedenti decisioni e con la volontà popolare.

Anche nel dibattito particolareggiato, le proposte di minoranza dell’UDC e rosso-verdi sono state tutte respinte. Luzi Stamm ha proposto l’introduzione di una clausola secondo cui i 257 milioni sarebbero stati versati soltanto se l’Ue e i suoi Stati membri “avessero riconosciuto esplicitamente la sovranità fiscale totale della Svizzera”. “Così facendo – ha replicato la ministra degli affari esteri Micheline Calmy-Rey – l’Ue diventa la padrona della nostra sovranità”.

Nei prossimi cinque anni, le autorità svizzere prevedono di destinare 76 milioni alla Bulgaria e 181 alla Romania. Il credito quadro si basa sulla legge relativa alla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est, accolta dal popolo il 26 novembre 2006. Questi mezzi servono al finanziamento di progetti nei settori della sicurezza, del sostegno delle riforme, dell’ambiente e delle infrastrutture, della promozione dell’economia privata, nonché dello sviluppo umano e sociale.

swissinfo.ch e agenzie

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