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Le ispirazioni parlamentari di un professore in pensione

L'uomo di centro Jacques Neirynck Keystone

Jacques Neirynck è una figura che spicca tra i 246 parlamentari svizzeri, per varie ragioni. Incontrato durante la sessione invernale, il consigliere nazionale guarda ai suoi colleghi con interesse, ma anche con ironica distanza.

Le sue qualifiche sono tante ed è difficile elencarle tutte: il 78enne Jacques Neirynck è ingegnere elettronico, professore, ricercatore, pubblicista, giornalista e attivista per i diritti dei consumatori.

È nato in Belgio, ha vissuto in Africa e ha ottenuto la cittadinanza svizzera meno di 15 anni fa. Non è solo il parlamentare più vecchio e una sorta di nonno del Consiglio nazionale, ma è anche considerato una delle personalità più intellettuali delle camere federali.

«Non posso negarlo, vista la mia carriera accademica e le mie pubblicazioni», dice Neirynck. «Personifico ciò che questo parlamento detesta di più. Molti sono irritati con me, perche rifiuto di attenermi a una rigida ideologia». Ma ammette che per i suoi colleghi parlamentari non è facile averlo tra i loro ranghi.

«Sono un uomo di centro. Né la sinistra né la destra possono contare sul mio sostegno; affronto i problemi con mente aperta, per contribuire a trovare la miglior soluzione possibile».

Verso molti suoi colleghi parlamentari dimostra un certo distacco intellettuale, non privo di severità: «Molti discorsi in parlamento sono miseri. All’inizio mi piaceva metterne in evidenza gli errori logici, ma poi ho abbandonato questo passatempo puerile», dice, mentre il suo sguardo attraversa le spesse lenti degli occhiali e si perde in un punto imprecisato dello spazio.

Coincidenza

«La mia carriera di parlamentare e membro del Partito popolare democratico è frutto del caso», prosegue con franchezza disarmante. Pochi anni dopo aver lasciato la cattedra al Politecnico federale di Losanna, per raggiunti limiti di età, Neirynck ha incontrato un giornalista deputato in parlamentare, che stava cercando un successore.

«Non sarei attivo nella politica svizzera se non avessi incontrato Jean-Charles Simon nei corridoi della Radio svizzera romanda a Losanna». Neirynck si è però sempre interessato di politica e ha difeso per decenni i diritti dei consumatori, tanto da considerarsi un precursore di Ralph Nader, più volte candidato alla presidenza degli USA.

«Bilancio ragionevole»

Sembra essere in pace con se stesso, quando considera i risultati raggiunti nella prima metà dell’attuale legislatura. Ha lanciato con successo una proposta per migliorare lo statuto legale dei laureati stranieri in Svizzera. Nella sua azione parlamentare si è concentrato sui temi ecologici e scientifici e sulla promozione della ricerca. «È un bilancio ragionevole», dice.

Altre sue proposte, come quella di vietare le bottiglie di plastica dell’acqua minerale per preservare l’ambiente, non hanno però avuto successo e sono state anzi causa di sdegno e derisione. Lui non si scompone: «Volevo mettere un accento. L’ho fatto. Punto».

Personaggio poliedrico

Neirynck è anche uno dei pochi parlamentari tornato sulla scena politica federale dopo una sconfitta elettorale. Nel 2003, al termine di una legislatura in Consiglio nazionale, non è stato rieletto. Quattro anni dopo, a sorpresa, ha riconquistato il seggio.

Il deputato di origine belga è consapevole di rappresentare la vecchia generazione, ma non ha piani concreti in vista di un’eventuale uscita di scena. «Forse perché ho avuto una vita molto affascinante e ho voglia di tenere vivi tutti i miei interessi».

Dice che è una caratteristica della sua famiglia, quella di coltivare svariati interessi. Uno dei suoi nonni era non solo un eccellente pasticcere, ma costruiva anche mobili e cornici d’acciaio e riparava barche. «Però mi rendo conto che sto diventando vecchio. Per me sarà tempo di andarmene quando non sarò più in grado di fare le cose che voglio fare».

Ispirazione

Il parlamento è anche un’importante fonte d’ispirazione per le sue novelle e per i suoi drammi, dice. «È il posto ideale per studiare la tragicommedia umana», dice Neirynck, ammiratore tanto di William Shakespeare quanto dei classici francesi Jean Racine e Pierre Corneille.

Discutendo del risultato della recente votazione sui minareti, cita Sofocle. La vicenda fornirebbe ottimo materiale per una tragedia, venata di aspetti comici ma dagli esiti potenzialmente disastrosi, afferma.

Secondo Neirynck, i grandi autori del passato aiuterebbero a far capire ai lettori che le più grandi tragedie sono sempre di natura politica. «Vorrei capire quali sono le vere motivazioni e le forze dominanti della politica», dice.

Poi si alza dal divano nel corridoio che circonda la sala del Consiglio nazionale, ringrazia cortesemente in francese e torna al suo seggio, infilandosi le cuffie per ascoltare la traduzione simultanea del discorso che un suo collega tiene in tedesco. Starà cercando ispirazione?

Urs Geiser, swissinfo.ch
(traduzione dall’inglese e adattamento: Andrea Tognina)

Neirynck è uno dei 31 deputati del Partito popolare democratico in Consiglio nazionale (camera del popolo).

Nel Consiglio degli Stati (camera dei cantoni) il partito può contare su 15 seggi. Complessivamente le due camere hanno 246 seggi.

Il Partito popolare democratico, collocato nell’area di centro-destra dello scacchiere politico e tradizionalmente forte nelle regioni cattoliche, è il quarto partito svizzero per numero di seggi.

In governo è rappresentato da Doris Leuthard, ministro dell’economia.

Neirynck è favorevole a riservare dei seggi agli svizzeri che vivono all’estero in entrambe le camere del parlamento. Dice che su questo punto la Svizzera dovrebbe seguire l’esempio di altri paesi europei.

I circa 680’000 svizzeri all’estero corrispondono al 10% della popolazione svizzera. Attorno a 120’000 espatriati si sono iscritti ai registri di voto.

Neirynck invia anche a fare maggiori sforzi per introdurre il voto elettronico: «Non capisco perché dovrebbe essere tanto difficile mettere in piedi un sistema sicuro, visto che già paghiamo i nostri conti e gestiamo in nostri risparmi via internet».

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