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Prediction market, da scommessa a indicatore di probabilità

Keystone-SDA

I prediction market, piattaforme su cui si può scommettere sull'esito di eventi futuri come una decisione della Federal Reserve o le prossime elezioni americane, stanno attirando sempre più l'attenzione.

(Keystone-ATS) Il meccanismo è semplice: se un contratto che paga un dollaro in caso di evento costa 60 centesimi, il mercato esprime una probabilità del 60% che questo si verifichi.

Quella che a prima vista sembra una scommessa somiglia però anche a uno strumento finanziario e proprio questa vicinanza tra casa da gioco e borsa alimenta il dibattito regolatorio, anche in Svizzera. Secondo Stefan Zeisberger, professore di FinTech ed Experimental Finance all’Università di Zurigo, questi mercati hanno un reale valore informativo: più l’evento si avvicina, più le previsioni diventano precise. Gli incentivi finanziari spingono i partecipanti a correggere stime poco accurate, rendendo spesso i prediction market più affidabili dei sondaggi. Funzionano bene quando il sapere è diffuso, c’è un numero sufficiente di partecipanti con incentivi reali e l’evento è chiaramente definito. Dove esistono già mercati finanziari liquidi, come per le decisioni delle banche centrali, i futures sui tassi restano però una fonte migliore.

Il lato debole è il rischio di sfruttamento di informazioni privilegiate. Un ex collaboratore dell’entourage del presidente americano Donald Trump è stato multato per aver usato notizie non pubbliche su discorsi in preparazione per fare scommesse, mentre un dipendente di Google avrebbe invece guadagnato circa 1,2 milioni di dollari (1 milione di franchi) su Polymarket con dati non ancora pubblicati sulla classifica annuale delle ricerche. C’è poi il pericolo di manipolazione: in Francia le autorità stanno verificando se le stazioni meteorologiche dell’aeroporto parigino Charles de Gaulle siano state manomesse per vincere scommesse su determinate temperature. Nei mercati poco liquidi, inoltre, anche piccoli ordini possono spostare sensibilmente la probabilità indicata, con il rischio che media e investitori la scambino per un segnale affidabile.

In Svizzera i prediction market rientrano nelle normative sui giochi in denaro. Contattato dall’agenzia Awp, Manuel Richard, direttore di Gespa, l’autorità intercantonale di vigilanza su queste attività, spiega che su tali piattaforme si trovano anche numerose scommesse sportive non autorizzate. La lista di blocco attuale comprende quasi 900 indirizzi internet di offerte di giochi online non autorizzati, tra cui gli operatori Kalshi e Polymarket. La delimitazione tra vigilanza sui mercati finanziari e vigilanza sui giochi è ancora poco chiara a livello giurisprudenziale, anche se finora non ha creato grandi problemi pratici: le attività sottoposte alla vigilanza della Finma sono escluse dalla legge federale sui giochi in denaro.

La Finma non traccia una linea generale. Per l’autorità l’assoggettamento non dipende dal nome o dalla tecnologia, ma dalla funzione economica dell’attività. Modelli di prediction market potrebbero quindi rientrare nella sua sfera di competenza, ma la qualificazione di un singolo contratto come strumento finanziario o derivato va verificata caso per caso. A livello internazionale la questione è controversa: negli Stati Uniti le corti d’appello hanno recentemente espresso valutazioni divergenti sulla natura dei contratti sportivi, se derivati finanziari o gioco d’azzardo.

Stando a Zeisberger, i prediction market possono essere entrambe le cose: una scommessa e uno strumento finanziario. Misurati sul volume di scambi, Polymarket e Kalshi sono oggi soprattutto operatori di scommesse; sul piano informativo restano invece uno strumento piccolo ma in crescita. Dove non esistono alternative, offrono qualcosa che spesso mancava: un prezzo continuo per un’aspettativa sul futuro. “Questi mercati hanno decisamente una loro ragion d’essere e sono molto utili come ulteriore segnale”, argomenta l’esperto. Restano però da monitorare volume, profondità, possibili distorsioni e distribuzione dei profitti: i dati indicano che pochi trader incassano la maggior parte dei guadagni, mentre la maggioranza dei partecipanti perde denaro.

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