Pro Juventute lancia campagna nazionale contro cybermobbing
(Keystone-ATS) ‘Stop cybermobbing’: è lo slogan della campagna nazionale lanciata oggi da Pro Juventute per combattere il bullismo in rete, un fenomeno – fino a qualche anno fa praticamente sconosciuto – che provoca disorientamento e angoscia nelle giovani vittime.
“Sempre più giovani e bambini si rivolgono alla consulenza di Pro Juventute perché coinvolti in casi di cybermobbing”, afferma la Fondazione in un comunicato odierno. Secondo studi recenti, un adolescente su cinque ha già vissuto esperienze di questo genere.
La campagna, attraverso azioni informative nelle scuole, cartelloni e spot tv, vuole sottolineare che “il cybermobbing è un problema serio”, ha indicato il direttore di Pro Juventute Stephan Oetiker, citato nel comunicato. Il bullismo telematico infligge ferite psichiche, che nei casi più gravi possono indurre disturbi del sonno, depressioni e portare perfino al suicidio giovanile.
Studi internazionali indicano che il numero di tentati suicidi tra le giovani vittime di cybermobbing è doppio rispetto ai coetanei non colpiti dal fenomeno.
L’urgente necessità di informare, secondo Pro Juventute, è dimostrata da un sondaggio, i cui risultati sono stati pubblicati oggi: il 69,9% degli svizzeri non sa infatti dove cercare aiuto in caso di bullismo telematico. Solo il 51,9% sa cos’è il cybermobbing: uno su tre ne ha già sentito parlare, ma non sa esattamente cosa sia. Chi è alla ricerca di aiuto, afferma Pro Juventute, può usufruire della consulenza telefonica, o via sms, al numero 147 oppure su chat all’indirizzo www.147.ch