Procura in Spagna chiede archiviazione per moglie di Sanchez
La procura di Madrid ha nuovamente chiesto l'archiviazione dell'inchiesta che vede al centro Begona Gomez, moglie del premier Pedro Sanchez.
(Keystone-ATS) Ha presentato un ricorso all’Audiencia Provincial di Madrid contro la richiesta del giudice istruttore, Juan Carlos Peinado, di rinviarla a giudizio.
Secondo il pubblico ministero, “non esistono indizi sufficienti” e i fatti contestati “non sono costitutivi di reato”, segnala la procura in una nota. Nel ricorso la pubblica accusa chiede il proscioglimento per tutti gli indagati: con la Gomez, la sua consulente alla Moncloa, Cristina Alvarez, l’imprenditore Juan Carlos Barrabes. In subordine, la procura sollecita anche un’archiviazione provvisoria per insufficienza di elementi probatori dei reati contestati.
Il giudice istruttore Peinado, dopo un’istruttoria di quasi 2 anni, ha chiesto lo scorso 11 aprile il rinvio a giudizio della consorte di Sanchez per presunto traffico di influenze, malversazione, corruzioni negli affari e appropriazione indebita, ritenendo che Gomez abbia sfruttato la sua posizione per favorire attività accademiche e imprenditoriali. E ha dato cinque giorni di tempo alle parti per pronunciarsi sull’apertura di un processo davanti a una giuria popolare.
Le difese dei tre indagati hanno chiesto l’annullamento del procedimento. In particolare il legale di Begona Gomez, Antonio Camacho, ha denunciato la violazione del diritto alla difesa negando l’esistenza di solidi indizi su nessuno dei quattro reati contestati. “Si vuole arrivare a un obiettivo, anche a costo di massacrare la verità”, ha scritto nel ricorso.
Mente i gruppi di orientamento di estrema destra, fra i quali il sedicente sindacato Manos Limpias e l’associazione Hazte Oir, oltre a Vox, che hanno attivato l’indagine, hanno sollecitato per la moglie di Sanchez una condanna a 24 anni di carcere, 22 per la sua assistente Alvarez e 6 per Barrabes, accusato di traffico di influenze e corruzione.
Oltre al ricorso contro il rinvio a giudizio, la Procura ha nuovamente impugnato anche la decisione di Peinado di processare la ‘primera dama’ davanti a una giuria popolare.