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scheda di voto e tastiera

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Care svizzere e cari svizzeri all’estero,

oltre 2'000 persone non hanno potuto esercitare i propri diritti democratici l'8 marzo, a causa di un problema tecnico con una chiavetta USB. Quanto successo a Basilea-Città rimette in discussione l'affidabilità del voto elettronico.

Anche se domenica il popolo ha deciso di non ridurre drasticamente il canone della SSR, è chiaro che il servizio pubblico dovrà trasformarsi. Il come, però, è già oggetto di accese discussioni.

Buona lettura!

urna di voto con stemma di Basilea Città
Quando il problema è stato reso noto, era ormai troppo tardi per spedire la propria scheda di voto via posta. Keystone / Georgios Kefalas

Un problema tecnico al sistema di e‑voting di Basilea‑Città, che ha reso impossibile conteggiare 2’048 voti, soprattutto di svizzere e svizzeri all’estero, ha caratterizzato le votazioni di domenica, sollevando il timore di un duraturo danno di fiducia verso il voto online.

L’esistenza del problema, causato da uno stick USB difettoso necessario per decifrare l’urna digitale, è stata annunciata solo venerdì, troppo tardi affinché molte persone potessero organizzarsi altrimenti per esprimere il proprio voto.

Fra le persone coinvolte spicca l’ex granconsigliera basilese Christine D’Souza, residente in Francia, che critica il Cantone per il ritardo nella comunicazione e sta valutando una denuncia per violazione dei diritti politici.

Il Ministero pubblico cantonale ha aperto un procedimento penale sulla vicenda, mentre il Cantone ha annunciato di avere intenzione di far analizzare l’incidente da un ente esterno.La sperimentazione dell’e-voting sarà interrotta almeno fino alla fine dell’anno.   

Politologi come Lucas Leemann e Michael Herrmann avvertono che quanto accaduto rischia di indebolire seriamente la credibilità del voto elettronico proprio mentre Basilea‑Città punta ad ampliarlo anche a chi risiede in Svizzera (attualmente, oltre a chi abita all’estero, solo le persone con disabilità vi hanno accesso). L’episodio, oltre a danneggiare l’immagine del progetto a livello nazionale, offre infatti una nuova argomentazione a chi deplora i rischi tecnici del sistema.

Due persone
Jacques e Jessica Moretti prima di un’udienza con la procura vallesana, in febbraio. Keystone / Alessandro Della Valle

La polizia federale svizzera (Fedpol) ha trasmesso alla procura vallesana una segnalazione per possibile riciclaggio di denaro nei confronti di Jacques e Jessica Moretti, la coppia di gestori del bar Le Constellation di Crans-Montana, locale in cui a Capodanno 41 persone hanno perso la vita in un incendio.

Il documento che RTS ha potuto consultare, trasmesso il 24 febbraio, cita ipoteche, leasing, aiuti pubblici, attività conformi e altre più sospette, come prestiti non giustificati o rimborsi privi di prestiti iniziali.

 L’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) della Fedpol mette in particolare in discussione i numerosi trasferimenti di fondi tra le varie società detenute dalla coppia e possibili legami con il banditismo corso. Le somme in gioco raggiungono le centinaia di migliaia di franchi. Sarà il Ministero pubblico vallesano a decidere il seguito da dare a questa comunicazione.

Nel frattempo, il Parlamento ha approvato oggi un progetto di legge urgente che sancisce lo stanziamento di un contributo di solidarietà di 50’000 franchi per ognuna delle persone rimaste ferite nel terribile rogo e per le famiglie di coloro che hanno perso la vita. Il Parlamento del Canton vallese, invece, discuterà giovedì della creazione di una fondazione per le vittime e i loro cari e del versamento di 10 milioni di franchi per alimentarla.

schermi con immagine di Albert Rösti
La consultazione pubblica sulla nuova concessione della SSR non inizierà prima del 2027, ma se ne parla già intensamente. Keystone / Peter Schneider

Come sarà la Società di radiotelevisione svizzera del futuro? Un sondaggio di Tamedia fa stato di profonde divergenze d’opinione tra la popolazione.

Anche se il popolo ha respinto domenica in votazione l’iniziativa che chiedeva una riduzione del canone a 200 franchi all’anno per economia domestica, la SSR dovrà comunque risparmiare poiché, secondo i piani del Governo, la tassa sarà comunque ridotta da 335 a 300 franchi.

Il consigliere federale Albert Rösti ha sottolineato quindi la necessità di reinquadrare il mandato della SSR in vista della nuova concessione per il 2029. Ma il sondaggio mostra come le opinioni divergono fortemente riguardo a quali aspetti debbano essere ridimensionati o sviluppati.

Solo l’informazione è considerata da tutte le fasce della popolazione – indipendentemente da età, regione, reddito o formazione – la missione principale del media pubblico. Sono gli altri aspetti che dividono, scrivono le testate di Tamedia.

Chi vota a sinistra vorrebbe più cultura e educazione, chi simpatizza per la destra desidera più sport. E mentre il Governo vuole ridurre l’offerta online, le generazioni più giovani la vorrebbero aumentare.

Aula parlamentare
L’attuale sessione parlamentare proseguirà fino al 20 marzo. Nella foto, l’aula del Consiglio degli Stati. Keystone / Peter Schneider

Si è parlato molto di esercito oggi in Parlamento. Ecco una selezione, non esaustiva, delle decisioni prese dalle Camere federali.

Il Consiglio degli Stati ha ribadito il proprio appoggio a una mozione che vuole evitare che i cittadini franco-svizzeri si sottraggano al servizio militare nella Confederazione semplicemente partecipando alla “Giornata della difesa e della cittadinanza” in Francia. Non si è allineato dunque a quanto chiesto dalla Camera bassa che chiede l’introduzione di una regola generalizzata per tutti coloro con la doppia cittadinanza. 

Dopo il Consiglio nazionale, anche gli Stati hanno approvato martedì, tacitamente, una mozione che permetterebbe agli ex militari di prestare nuovamente servizio nell’interesse del Paese. Luce verde anche a una mozione che vuole sopprimere gli svantaggi fiscali per le donne nell’esercito, che dovrebbero quindi in futuro essere meglio remunerate.

La Camera alta ha accolto la richiesta governativa di autorizzare l’impiego dell’esercito per garantire la sicurezza durante il vertice del G7 che si terrà a Evian, nella vicina Francia, dal 16 al 17 giugno e ha approvato il prolungamento della missione di mantenimento della pace in Kosovo, Swisscoy, fino al 2029.

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