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Care svizzere e cari svizzeri all’estero,

oggi la nostra rassegna stampa parla di vita e di morte: della gioia di vivere che molte persone provano dopo una vittoria della propria Nazionale, della qualità della vita nelle città svizzere, ma anche del pericolo letale delle ondate di calore e di una dottoressa svizzera che ha fatto della morte… la sua ragione di vita.

Cordiali saluti,

GIocatori esultano
Rubén Vargas festeggia con i compagni di squadra il rigore decisivo. Keystone / Peter Klaunzer

La Nazionale maschile svizzera scrive la storia del calcio: nella notte appena trascorsa, battendo ai calci di rigore la Colombia a Vancouver, la squadra ha conquistato la qualificazione ai quarti di finale del Mondiale. Un traguardo che non veniva raggiunto dai Mondiali casalinghi del 1954.

La serie dei rigori ha regalato un finale ricco di tensione a una partita poco spettacolare. Dopo 120 minuti il risultato era ancora fermo sullo 0:0. Quando il terzo rigorista svizzero, Manuel Akanji, ha calciato il pallone sopra la traversa, per le tifose e i tifosi svizzeri sono stati momenti di grande tensione. Ma la Nazionale ha mantenuto i nervi saldi.

Il portiere Gregor Kobel ha parato con sicurezza il quarto tentativo colombiano e Rubén Vargas ha poi trasformato il rigore decisivo. Per i quarti di finale la Nazionale lascerà Vancouver. La partita si disputerà a Kansas City e l’avversaria sarà l’Argentina, attuale campione del Mondo. Con la selezione sudamericana gli svizzeri hanno ancora un conto aperto. Al Mondiale 2014, l’Albiceleste li eliminò negli ottavi di finale con un 1:0 nei tempi supplementari.

E questa volta? “Vinceremo il Mondiale”, affermano con convinzione i e le fan della “Nati” che hanno festeggiato talvolta fino al sorgere del sole. Per seguire Svizzera-Argentina dovranno fare ancora una volta le ore piccole oppure alzarsi molto presto: il calcio d’inizio è previsto per domenica alle 3:00, ora svizzera.

Donna anziana a passeggio
Per le persone anziane il caldo può essere letale. Keystone

Una nuova ondata di calore colpisce la Svizzera e i rischi sono ancora troppo sottovalutati. Nuovi dati quantificano le conseguenze mortali delle canicole.

Mentre scrivo queste righe, sul mio cellulare è apparsa la notifica di “pericolo marcato” per l’ondata di calore in arrivo che nei prossimi giorni  porterà temperature superiori ai 30 gradi. Anche in altri Cantoni, da Basilea Campagna a Ginevra passando per Basilea Città, Ticino e Vaud è stata nuovamente dichiarata l’allerta canicola di grado 3 (su un massimo di 4).

Nuovi dati dell’Ufficio federale di statistica mostrano quanto possano essere pericolosi i periodi di calura intensa. L’ultima canicola ha causato in Svizzera un eccesso di mortalità pari a circa 200 decessi, riporta la SRF.

Le persone più colpite sono coloro sopra i 65 anni di età. Sul certificato di morte, tuttavia, si menziona rarissimamente il caldo. Le persone anziane muoiono per infarto, collasso circolatorio o malattie respiratorie. Solo in caso di classico colpo di calore con insufficienza d’organo è possibile identificare le alte temperature come cause dirette del decesso. Il caldo aggrava però patologie già esistenti. Per questo si parla di eccesso di mortalità e non di morti a causa del caldo.

Elisabeth Kübler-Ross
Elisabeth Kübler-Ross durante una conferenza al Politecnico federale di Zurigo nel 1974. Keystone

Poche persone hanno influenzato il modo di affrontare la morte e il fine vita quanto Elisabeth Kübler-Ross. Oggi la psichiatra svizzera avrebbe compiuto 100 anni. La NZZ le dedica un ritratto.

Tra le prime a occuparsi di questa tematica delicata, Kübler-Ross si conquistò gli studi di medicina contro la volontà del padre. Non si limitò a studiare le persone in fin di vita, ma ne integrò anche il punto di vista nelle sue ricerche.

La “grande dama della tanatologia” trascorse gran parte della propria vita all’estero, negli Stati Uniti, dove si trasferì con il marito americano. Dalle sue interviste con persone morenti nacque il libro La morte e il morire, che divenne un bestseller internazionale.

Quando, dopo diversi ictus, si avvicinò la fine della sua stessa vita, Kübler-Ross non affrontò però la morte con totale serenità e si orientò sempre più verso gli ambienti esoterici e spiritualisti, una svolta che le attirò anche critiche.

Durante una partecipazione al talk show di Oprah Winfrey nel 1997 ammise con franchezza la rabbia che provava per la sua situazione. Tuttavia, come aveva constatato nel suo lavoro, anche in quel momento giunse alla conclusione che la morte diventa più sopportabile quando se ne parla. Essa arrivò per Kübler-Ross a Scottsdale, in Arizona, nel 2004, all’età di 78 anni.

Panorama su Ginevra
Ginevra, una tra le città più vivibili al mondo, secondo l’ultima classifica di Economist Stephan Torre / Keystone

Zurigo e Ginevra continuano a figurare tra le città più vivibili del mondo. Nell’ultima classifica, tuttavia, entrambe sono state superate da altre località.

Concludiamo tornando al tema della vita, questa volta parlando della sua qualità. Il gruppo Economist ha pubblicato la sua ultima classifica delle città, e la Svizzera è rappresentata ben due volte nella top ten. Zurigo occupa il quinto posto, seguita da Ginevra, al sesto.

Tuttavia, entrambe le città svizzere hanno perso posizioni: un anno fa Zurigo era ancora seconda e Ginevra quinta. Entrambe hanno ottenuto valutazioni inferiori nella categoria cultura e ambiente. Come osserva il Tages-Anzeiger, il rapporto non spiega le ragioni di questo peggioramento.

Secondo 24 Heures, il calo di Ginevra è dovuto soprattutto ai progressi di altre città. Sydney e Melbourne, ad esempio, hanno migliorato il proprio punteggio, mentre Tokyo è rientrata nella top ten. La migliore qualità della vita si trova, secondo la classifica, a Copenaghen, seguita da Vienna e Melbourne.

Tradotto dal tedesco e verificato da: Zz

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