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Raffica di attacchi incrociati, Trump ‘Iran meglio che non minacci’

Keystone-SDA

Dopo l'ufficializzazione, arrivata durante la notte, dell'uccisione della Guida suprema Ali Khamenei, sono ripresi gli attacchi incrociati. Massicci bombardamenti su Teheran da parte degli Stati Uniti e di Israele.

(Keystone-ATS) Dall’inizio della guerra, come annunciato dalla Forza di difesa israeliana (Idf), sono state sganciate 1200 bombe su obiettivi iraniani. Presa di mira anche la televisione di Stato. “Abbiamo iniziato a colpire il cuore di Teheran”, ha dichiarato l’esercito israeliano.

Immediata la reazione da parte dell’esercito iraniano, con lanci di missili verso Israele e in particolare verso Tel Aviv. Un’azione che, come avvenuto ieri, ha riguardato anche altri Paesi dell’area: esplosioni sono state avvertite ad Abu Dhabi, Dubai, Doha e Manama. È giallo sul lancio di missili verso Cipro, come annunciato dal segretario alla Difesa britannico John Healey. Le autorità di Nicosia smentiscono, affermando che “non vi è alcuna indicazione che si sia verificata una minaccia per il Paese”. Lo scrive su X il portavoce del governo di Cipro. “Le autorità competenti stanno monitorando attentamente e costantemente la situazione”.

Sul possibile allargamento del conflitto, gli Emirati avvertono l’Iran: “L’aggressione a noi è un errore, vi isola. La vostra guerra non è contro i vostri vicini”. Intanto sono centinaia le petroliere ferme oltre lo Stretto di Hormuz.

In Pakistan c’è stato un tentato assalto a Karachi da parte di centinaia di manifestanti filo-iraniani. In relazione alla morte di Khamenei, è intervenuto anche il presidente russo Vladimir Putin che, in un messaggio di condoglianze inviato al presidente iraniano Massud Pezeshkian, ha affermato che si tratta di un “assassinio” commesso “in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale”.

Sulla stessa linea la Cina, che definisce “inaccettabile che gli Stati Uniti e Israele lancino attacchi contro l’Iran durante i negoziati”. Per Pezeshkian, l’uccisione della Guida Suprema equivale a “una dichiarazione di guerra a tutti i musulmani”, aggiungendo che “vendicarne la morte è un diritto e anche un dovere legittimo”. Dal canto suo, Ali Larijani, capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, ha messo in guardia contro ogni tentativo di “dividere il Paese”, annunciando che Teheran colpirà Usa e Israele “con una forza che non hanno mai sperimentato prima”. Parole a cui risponde il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: “È meglio che non lo facciano, perché li colpiremmo con una forza mai vista prima”.

Intanto si apre la partita relativa alla successione a Khamenei. Il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, assicura che l’Iran “continuerà nel percorso tracciato dal leader. Siamo preparati per un momento come questo e pronti ad affrontare qualsiasi scenario”.

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