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Riscaldamento globale minaccia la birra belga ‘lambic’

Un birrificio belga a Vlezenbeek che produce la birra belga a fermentazione naturale "lambic". KEYSTONE/AP/GEERT VANDEN WIJNGAERT sda-ats

(Keystone-ATS) Il riscaldamento globale mette a rischio la birra belga a fermentazione naturale, la “lambic”.

L’aumento delle temperature medie nella regione del Pajottenland, a sudovest di Bruxelles, ha ridotto la finestra di tempo da ottobre ad aprile in cui la birra può fermentare. Se questo finestra si ridurrà ancora, la pregiata bevanda potrebbe andare a male per il caldo prima di essere pronta, e andrebbe persa una produzione tradizionale belga.

L’allarme, scrive il quotidiano britannico Guardian, è stato lanciato da una ricerca di due scienziati climatici, Mark e Asa Stone, e del birrificio di Bruxelles Cantillon, che produce 400’000 bottiglie all’anno di “lambic”.

Questa varietà di birra viene preparata senza aggiungere lieviti selezionati, ma esponendo il mosto all’aria e lasciando che fermenti naturalmente, grazie al lieviti selvatici e ai batteri autoctoni del Payottenland. Il periodo giusto per questa fermentazione è da ottobre ad aprile, con temperature che vanno da -8 a +8 e che alla fine non superano i 25 gradi.

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