Russia: Politkovskaia; figli contro poliziotto “pentito”
(Keystone-ATS) È polemica sulle indagini relative all’omicidio di Anna Politkovskaia, la giornalista di opposizione uccisa sei anni fa a Mosca da un sicario: i figli della vittima hanno chiesto ufficialmente al comitato investigativo di rompere l’accordo siglato con l’ex tenente colonnello Dmitri Pavliucenkov, che ha collaborato con gli investigatori come ‘pentitò ottenendo gli arresti domiciliari e lo stralcio della sua posizione.
“Avendo famigliarità con la documentazione del suo caso penale, siamo arrivati alla conclusione che non ha adempiuto ai suoi obblighi e dovrebbe essere processato con gli altri imputati”, scrivono i figli Vera e Ilià in una dichiarazione diffusa dall’agenzia Interfax.
“Il tenente colonnello di polizia Pavliucenkov non è un complice spaventato, ma un diretto organizzatore del delitto, che ha abusato del suo ufficio e dei suoi poteri per uccidere nostra madre”, proseguono. I due figli chiedono un processo unico e pubblico dopo il quale, “se la colpevolezza degli imputati è provata, tutti, incluso Pavliucenkov, siano puniti in base a quello che hanno fatto, senza clemenza”.
Vera e Ilia ritengono che Pavliucenkov abbia provato a “ridurre sensibilmente il suo ruolo nel crimine” e abbia proposto agli investigatori “una teoria ‘politicamente motivatà ma non confermata dell’organizzazione dell’omicidio, sperando di evitare una sentenza dura”. I due figli infine rimproverano agli investigatori di non aver fatto alcun progresso nell’individuare il mandante del delitto.
L’ex ufficiale di polizia, responsabile all’epoca dei fatti della sezione pedinamenti della polizia di Mosca, ha raccontato che nel 2006 aveva ricevuto 150 mila dollari per far seguire la giornalista. A consegnarglieli sarebbe stato il ceceno Lom-Ali Gaitukaiev, zio dei tre fratelli Dzhabrail, Ibragim e Rustam Makhmudov, i primi due fiancheggiatori e il terzo presunto killer: tutti sono in attesa di processo.
Pavliucenkov sostiene di aver rinunciato all’incarico dopo aver saputo della preparazione del delitto, pur procurando a Rustam Makhmudov, su richiesta di suo zio, una pistola a gas trasformata poi in una pistola vera: quella usata dal sicario per uccidere la giornalista.