Una “Terra” in miniatura a 390 anni luce di distanza
Potrebbe essere un gemello della Terra, anche se troppo caldo per ospitare la vita. Per la prima volta, la struttura di CoRoT-7b, il più piccolo tra gli esoplaneti conosciuti, è stata identificata da un gruppo di astrofisici dell'Università di Ginevra.
Il pianeta, grande 1,7 volte la Terra, è stato scoperto all’inizio dell’anno dal telescopio spaziale europeo CoRoT (all’origine del suo nome).
Approfittando dell’allineamento fortuito del pianeta, della sua stella e del telescopio, il professor Didier Queloz e il suo team ginevrino, membri del programma CoRoT, hanno potuto calcolare la massa del pianeta dall’osservatorio di La Silla, in Cile.
I ricercatori hanno scoperto che la densità di CoRoT-7b è identica a quella della Terra. Si tratta quindi di un corpo celeste roccioso, simile a quelli sui quali potrebbe svilupparsi la vita. È la prima volta che viene provata l’esistenza di pianeti rocciosi al di fuori del nostro sistema solare
Sull’esopianeta, tuttavia, di vita non ce n’è: la temperatura in superficie oscilla in effetti tra i 2’000 gradi delle regioni laviche ai -200 gradi del lato oscuro.
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