The Swiss voice in the world since 1935

Afta epizootica: bloccate le importazioni dalla Gran Bretagna

La paura della diffusione dell'afta epizootica porta anche al blocco dell'importazione di carne ovina swissinfo.ch

La Svizzera ha immediatamente reagito ai primi casi di afta epizootica individuati in Gran Bretagna martedì scorso. Berna ha vietato le importazioni di animali e di carne britannici. Pubblicata lunedì dal «Blick», la notizia è stata confermata dal portavoce dell'Ufficio federale di veterinaria (UFV) Heinz Müller.

Assolutamente innocua per le persone, l’afta epizootica è molto contagiosa per gli animali. Per questo motivo i paesi europei hanno rapidamente adottato provvedimenti rigorosi. Il periodo d’incubazione è di quattro settimane.

L’UFV ha incaricato i veterinari alle frontiere di verificare accuratamente l’origine di tutti gli animali e la carne fresca in entrata in Svizzera e di bloccare quelli provenienti dal Regno Unito.

L’UFV raccomanda inoltre ai contadini di evitare di nutrire i maiali con resti non riscaldati. D’altra parte chiede ai turisti svizzeri di non visitare allevamenti in Gran Bretagna e coloro che lo avessero fatto a non entrare in contatto con bestiame elvetico prima di una settimana.

Secondo l’UFV, le misure finora adottate sono sufficienti, dato che non è stato registrato nessun caso d’infezione fuori dalla Gran Bretagna. Se un animale fosse colpito da febbre afosa sul Vecchio Continente, l’Unione europea assumerebbe la direzione dei provvedimenti supplementari e decreterebbe un blocco di circolazione degli animali per regione, ha spiegato il portavoce. La Svizzera è inclusa in questo piano d’urgenza, ha precisato.

L’ultimo focolaio di febbre aftosa in Svizzera risale al 1980. Visto il rischio di diffusione del virus, l’UFV e il centro nazionale di sorveglianza delle epizoozie sono attualmente in stato d’allerta.

Prodotti animali quali latticini o carne in scatola non presentano alcun pericolo dal momento che sono stati sterilizzati. Heinz Müller ricorda peraltro che negli Anni ’60, quando ci furono le ultime epidemi di febbre aftosa, la carne di animali malati era consumata. Il tempo di frollatura basta infatti ad inattivare il virus presente nei muscoli.

I comitati contadini bernesi non si accontentano del divieto delle importazioni britanniche: hanno chiesto alla Confederazione di bloccare immediatamente tutte le importazioni di ungulati e di carne al fine di limitare il rischio di propagazione del virus. Motivano la richiesta con il fatto che il bestiame indigeno non è vaccinato contro l’afta e che un’epizoozia significherebbe la morte degli allevamenti in Svizzera.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR