Alcool e fumo sul posto di lavoro: molti divieti, pochi aiuti
La maggior parte delle medie e grandi aziende svizzere hanno attuato misure per la prevenzione del tabagismo e dell'alcolismo. Spesso però questi provvedimenti non vanno oltre i semplici divieti. Le offerte concrete di aiuto ai dipendenti rimangono un'eccezione.
Un sondaggio dell’Istituto svizzero per la prevenzione dell’alcolismo (ISPA) condotto presso 700 aziende con oltre 100 dipendenti ha messo in evidenza che il margine di manovra nella gestione del problema in ambito professionale rimane molto ampio.
Sei aziende su dieci hanno introdotto provvedimenti specifici consistenti, nella maggior parte dei casi, in semplici divieti generalizzati di consumare alcolici. Un terzo delle società consultate non ha invece fatto passi di alcun tipo. L’ISPA ritiene che esista, quanto al problema dell’alcolismo, un notevole fabbisogno di informazione. Lo stress da lavoro viene infatti giudicato come un un fattore di rischio mentre divieti e conseguenti minacce di licenziamenti non sono valutate delle risposte adeguate.
Il sondaggio ha anche rilevato che il 70 per cento delle aziende ha introdotto il divieto generalizzato di fumare sul posto di lavoro ma solo il 16 per cento ha bandito completamente la sigaretta, creando delle vere e proprie società senza fumo . Come per l’alcolismo, l’ISPA ritiene che oltre all’introduzione di divieti, sarebbero auspicabili aiuti più concreti da parte delle aziende per spingere i dipendenti a liberarsi dalla nicotina.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.