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Anche artificiali difettose: Sulzer Medica di fronte a cause collettive negli USA

Sulzer si dichiara pronta a difendersi dalle cause che le stanno piovendo addosso dall'America Keystone Archive

Sulzer Medica si batterà contro l'ammissione delle denunce collettive presentate negli Stati Uniti per le sue anche artificiali difettose. A tre mesi dall'annuncio del problema, sono 573 le persone che dovranno essere rioperate. Il gruppo zurighese afferma di essere in grado di coprire le spese grazie alle assicurazioni e a proventi straordinari.

In una nota diramata venerdì, Sulzer afferma di voler accettare soltanto denunce individuali e non collettive. Meglio trattare caso per caso, afferma, «nell’interesse dei pazienti». A suo avviso, sanzioni penali non sono giustificate poiché la sua filiale americana Sulzer Orthopedics ha agito in modo responsabile e ha preso immediatamente le misure necessarie non appena il problema si è manifestato.

Lo scorso dicembre, Sulzer Orthopedics aveva richiamato 25 000 anche artificiali negli USA in seguito all’accertamento di residui di lubrificanti sulle protesi prodotte a partire dall’ottobre 1999: a causa di questi residui, le protesi non si integrano bene nelle ossa in cui sono state impiantate. Sulzer Orthopedics ha in seguito modificato i procedimenti di pulizia delle sue protesi.

Circa 17 500 delle anche richiamate sono già state impiantate. A quasi tre mesi dall’annuncio del richiamo la Sulzer è a conoscenza di 573 pazienti che devono essere rioperati. I pazienti si lamentano di dolori alle gambe, infezioni e difficoltà di movimento a causa delle protesi difettose.

Un numero imprecisato di americani portatori di anche artificiali difettose ha presentato denunce individuali e collettive contro il fabbricante. Il gruppo Sulzer ha indicato che la sua assicurazione responsabilità civile basterà per coprire i costi legati a denunce e nuove operazioni.

Altri costi legati al richiamo delle protesi e non assicurati saranno più che coperti grazie a un provento straordinario di 32 milioni di dollari. I soldi sono il frutto di una transazione extragiudiziale negli USA riguardante la filiale Sulzer Spine-Tech, transazione annunciata in gennaio e di cui non sono stati forniti i
particolari.

Le protesi incriminate sono state vendute per il 90 per cento negli Stati Uniti, il resto in Giappone, Canada e Australia. Il problema non riguarda le anche fabbricate in Svizzera.

swissinfo e agenzie

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