Anno europeo delle lingue: elogio della diversità linguistica
Parte ufficialmente lunedì dalla Svezia l'anno europeo delle lingue. Il Consiglio d'Europa e l'Unione europea hanno previsto per il 2001 una serie di manifestazioni in 45 Stati per sensibilizzare la popolazione alla grande diversità linguistica e per incoraggiare l'apprendimento di altre lingue. Anche la Svizzera, paese plurilingue per eccellenza, partecipa con una serie di appuntamenti a partire dal primo marzo.
L’Anno europeo delle lingue parte dunque da Lund, nel sud della Svezia, con una conferenza cui partecipano ministri, accademici, industriali e studenti. Un anno per celebrare la diversità linguistica dell’Europa e mettere in valore i vantaggi di un apprendimento più intenso e variato delle lingue.
Uno dei principali obiettivi di questo Anno è di permettere a tutti gli europei di raccogliere la sfida di un continente multilingue e multiculturale in continua interazione. Un altro scopo è di attirare l’attenzione sul ruolo dell’apprendimento delle lingue per promuovere la comprensione reciproca e la tolleranza, favorendo anche il rispetto delle identità e della diversità culturale. Diverse manifestazioni sono previste per sottolineare l’importanza delle competenze linguistiche per una partecipazione attiva alla costruzione della democrazia europea e per l’impiego e la mobilità nel continente.
Nel mondo esistono oltre 6000 lingue diverse. Talune sono parlate da centinaia di milioni di persone, ma la maggior parte di esse hanno soltanto qualche migliaia di locutori. L’impressione che in Europa si pratichino numerose lingue non deve però far dimenticare che soltanto il 3 percento del totale (ossia circa 225) sono lingue parlate nel nostro continente. Per il Consiglio d’Europa, la diversità delle lingue e delle culture è una ricchezza paragonabile a quella della biodiversità nella natura.
Il sito Internet del Consiglio d’Europa offre già una notevole quantità di materiale su questo appuntamento con gli idiomi. Sono proposti numerosi link molto seri o più divertenti, che permettono di consultare, ad esempio, importanti trattati di linguistica, ma anche centinaia di scioglilingua o addirittura offrono un paragone del verso degli animali nelle principali lingue europee.
La Svizzera, dove si parlano tre dei principali idiomi europei, non poteva mancare all’appuntamento. La Conferenza dei direttori cantonali dell’istruzione pubblica funge da centro di coordinamento nazionale e ha in programma una conferenza stampa di presentazione il primo marzo prossimo.
La Conferenza si occupa in particolare della promozione di un passaporto europeo delle lingue, un settore in cui la Svizzera ha svolto un ruolo di pioniere a livello europeo. Si tratta di un documento in cui sono registrate tutte le competenze linguistiche di una persona, come la lingua madre, le lingue imparate o le lingue della migrazione. Questo passaporto favorirà un paragone delle competenze individuali a livello internazionale e dovrebbe contribuire, tra l’altro, alla mobilità delle persone.
La competenza dell’organizzazione di manifestazioni o di progetti è però lasciata ai comuni e ai cantoni. Fra i progetti che saranno realizzati entro fine dicembre in diverse parti della Svizzera figurano conferenze e seminari sulla qualità dell’insegnamento delle lingue, la promozione di lingue poco usate (il romancio) attraverso incontri con la musica popolare contemporanea, la valutazione delle esperienze di maturità bilingue o un’esposizione itinerante bilingue (tedesco/francese) di letteratura per la gioventù. A livello della Confederazione dovrebbe essere avviata la procedura di consultazione per la nuova legge sulle lingue, in applicazione del relativo articolo costituzionale.
Mariano Masserini
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