Apprendisti: ma a cosa servono le campagne promozionali?
Quest'anno saranno meno del solito i giovani che cominceranno un apprendistato. Perché, nonostante l'intesa opera di promozione, l'offerta di posti per apprendisti è nuovamente in calo in tutta la Svizzera.
Non ci sono ancora dati precisi sull’attuale situazione, ha dichiarato Eduard Kuster, dell’Ufficio federale per la formazione professionale e la tecnologia. “Tuttavia facciamo contro che all’inizio dell’anno di apprendistato saranno effettivamente messi a disposizione meno posti”.
Secondo i dati di aprile del “barometro dei posti di apprendistato” dell’amministrazione, l’offerta di quest’anno ammonterebbe a 67’500 posti – con un calo di almeno il 4 percento – vale a dire 3 mila posti meno dello scorso anno.
E anche se la diminuzione è contenuta, il segnale è sorprendente, poiché negli ultimi anni, in tutti i cantoni e anche a livello federale, si sono svolte campagne e prese misure per aumentare il numero dei posti di apprendistato.
Molti soldi, e anche molto entusiasmo, sono stati spesi per motivare le imprese ad assumere le proprie responsabilità per la formazione delle nuove leve in ambito professionale. Le autorità, per esempio, si sono adoperate per sostenere le ditte sul piano logistico. E si è pure tentato, insieme alle associazioni professionali, di rivalutare l’immagine dell’apprendistato, sia nelle aziende che presso i giovani.
Manca la voglia nelle ditte…
Kaj Rennenkampff, segretario generale della Comunità svizzera delle associazioni giovanili, non è sorpreso dal calo dell’offerta: “È un segno che la disponibilità delle ditte a formare apprendisti sta calando”. Per Rennenkampff è chiaro che bisognerebbe garantire a ogni giovane la possibilità di seguire una formazione professionale. Ed è per questo che la Comunità ha inoltrato un’iniziativa popolare, nel 1999, insieme ai Giovani socialisti e alla Gioventù sindacale.
L’attuale carenza, secondo Rennenkampff, dimostra che il mercato dei posti d’apprendistato non dipende unicamente dalla congiuntura, che ora continua a evolvere positivamente. Per Eduard Kuster, invece, il nesso non è così evidente, e per il momento si possono fare soltanto speculazioni circa le cause del calo nell’offerta dei posti d’apprendistato. Anche perché, sostiene, la crescita economica è stata inferiore al previsto.
Servono maggiori informazioni, ritiene Kuster, e per questo sono in corso inchieste e progetti di ricerca.
… o mancano i giovani qualificati?
Contemporaneamente all’offerta è calata anche la richiesta di posti per apprendisti. Troppo, per Patrick Lucca, dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, la più grande organizzazione che si occupa di formazione professionale in Svizzera. “Non si trovano abbastanza giovani adatti”, dice Lucca “in ognuno dei nostri settori si riscontrano problemi nel reclutare apprendisti”, aggiungendo che soltanto giovani con deficit linguistici o scolastici non sarebbero in grado di trovare un posto di formazione.
Anche le ultime inchieste svolte nel canton Berna denotano problemi pratici nel reclutamento di apprendisti, anche se in generale la situazione nel cantone è recentemente migliorata. Ciononostante non significa che il problema sia risolto, né per gli apprendisti e nemmeno per le ditte, sostiene rolf Liechti dell’Ufficio per la formazione professionale del canton Berna. “Nell’ambito commerciale non c’è più alcun posto libero, mentre gli interessati sono ancora molti, moltissimi. In altre professioni, per esempio quelle artigianali, la situazione è inversa, ci sono più posti di apprendistato che richiedenti.” Macellai, falegnami, carpentieri sono professioni oramai fuori moda per i giovani d’oggi.
La cattiva immagine dell’apprendistato
“Studio da meccanico” – con slogan di questo genere si è tentato, negli scorsi anni, di motivare i giovani a intraprendere una formazione professionale e non soltanto scolastica. Ma le ultime cifre parlano chiaro: perché la promozione a favore di una formazione professionale possa avere successo, bisognerà aspettare ancora parecchi anni.
Eva Herrmann
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