“Che le imprese svizzere investano nei Balcani”
Non ci sarà pace durevole nei Balcani senza gli investimenti del settore privato: il coordinatore speciale del Patto di stabilità per l'Europa sudorientale Bodo Hombach ha pubblicizzato lunedì a Berna l'attrattiva economica della regione.
L’idealismo politico è una cosa, ma gli investimenti delle imprese giocheranno un ruolo capitale nella stabilizzazione della regione, ha detto Hombach alla stampa dopo aver incontrato il consigliere federale Joseph Deiss e il segretario di stato Franz von Däniken.
«Anche con pochi soldi è possibile rilanciare l’economia dei Balcani», ha sostenuto il tedesco. A suo avviso, l’Europa sudorientale offre un potenziale economico notevole e registrerà in futuro un forte tasso di crescita.
«La situazione è migliore di quanto non si dica», «mi aspetto un impegno da parte degli imprenditori svizzeri», ha detto Hombach, sottolineando che la pacificazione progressiva della regione offre un «clima favorevole» agli investimenti. Paese multiculturale, la Svizzera dovrebbe servire da esempio nel processo, ha aggiunto il coordinatore speciale.
Finora, l’80 % dei 250 progetti approvati dal Patto di stabilità dalla sua costituzione nel 1999 ha potuto essere messi in atto, si è rallegrato Hombach, che è stato ricevuto da una delegazione del Segretariato di stato dell’economia (seco) e nel corso del pomeriggio si è recato a Zurigo per incontrare rappresentanti dell’economia elvetica.
La Svizzera è membro del Patto di stabilità dal luglio 2000. Finora, Berna ha stanziato 45 milioni per la ricostruzione e la stabilizzazione dei Balcani, su un budget totale di 75 milioni per gli anni 2000-2002.
Il Patto di stabilità, che ha sede a Bruxelles, raggruppa una quarantina di paesi e organizzazioni internazionali che coordinano gli sforzi per riportare pace e prosperità nella regione.
swissinfo e agenzie
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