Contingente lattiero svizzero: il futuro dipende dall’ UE
Per la Svizzera non è utile, né politicamente fattibile, abbandonare il sistema nazionale di contingentamento lattiero prima dell'Unione europea (UE). Lo sostiene uno studio presentato martedì a Berna dalla Federazione dei produttori svizzeri di latte (PSL).
Senza un sistema che limiti la quantità di latte immesso sul mercato si assisterebbe a un crollo dei prezzi e all’abbandono della produzione nelle zone periferiche, sottolineano i produttori.
“La Svizzera deve imperativamente osservare cosa farà l’Ue prima di decidere”, ha spiegato Samuel Lüthi, direttore della Federazione. È probabile che l’Ue abbanodoni il proprio sistema di contingentamento nel 2008. Una decisione del Consiglio dei ministri è attesa entro il 2003.
Considerato il forte legame di interdipendenza tra i mercati, se l’Europa in futuro abbandonerà il suo sistema di quote latte, la Confederazione dovrà fare altrettanto. “Certo sarebbe possibile, ma non realista, mantenere un sistema nazionale di contingentamento”, ha spiegato Kurt Nüesch, membro del gruppo autore dello studio.
Secondo la Federazione prima di decidere se abbandonare o meno il sistema dei contingenti in Svizzera, sarà indispensabile stabilire quali misure adottare per facilitare la transizione e controllare la produzione.
Pare comunque certo che l’abbandono del contingentamento provocherà una diminuzione dei prezzi: “bisognerà assolutamente affrontare il tema della garanzia dei redditi dei produttori”, ha sottolineato Lüthi. Il problema potrebbe essere risolto tramite il sistema dei pagamenti diretti supplementari.
Altra preoccupazione è quella di evitare la centralizzazione della produzione, che potrebbe favorire le regioni economicamente vantaggiose a scapito di quelle periferiche più deboli. Secondo Lüthi è indispensabile che l’abbandono dei contingenti sia accompagnato da “una riorganizzazione del mercato del latte” e dalla relativa legislazione, compresi i pagamenti diretti ai produttori. Secondo la PSL è necessario che il parlamento affronti la questione già nel 2004.
swissinfo e agenzie
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