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Costi sanità: si delineano le misure per frenare la crescita

Continua la corsa al rialzo per i costi della sanità, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali propone adesso dei correttivi swissinfo.ch

Nel 2000 i costi della sanità pubblica sono aumentati del 6,1% oltrepassando le previsioni. Le spese per i medicinali e per le cure ambulatoriali in ospedale hanno fatto registrare forti incrementi.

Anche l’anno scorso il costo delle prestazioni rimborsate dall’assicurazione malattia obbligatoria ha fatto segnare un nuovo importante aumento, ma soprattutto un balzo ben superiore all’ottimistico incremento del 4,1% pronosticato nel 1999 dagli assicuratori e dai cantoni.

Questo il dato principale reso noto lunedì dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali secondo cui l’aumento è dovuto più ad un maggior consumo che non ad un imprevisto rincaro dei prezzi e delle tariffe. Per il direttore dell’UFAS, Otto Piller, è tuttavia ancora troppo presto per stimare quali saranno le ripercussioni sui premi assicurativi per l’anno 2002. A fine luglio le casse malattia inoltreranno le loro richieste all’UFAS, ma un nuovo salasso per gli assicurati è ormai certo.

L’evoluzione dei costi durante il 2000 è stata contrassegnata soprattutto da una marcata progressione nel settore delle cure ospedaliere ambulatoriali e dei farmaci. Piller ha definito “indecente” l’incremento del 11,5% per i medicamenti: le maggiori spese di 335 milioni di franchi farebbero da sole lievitare i premi del 2,7%.

Secondo l’UFAS tale aumento sarebbe riconducibile ad un aumento della quantità visto che i prezzi sono rimasti stabili o, in alcuni casi, sono diminuiti. Una contromisura in questo ambito è già stata presa, ha voluto rassicurare Piller.

Grazie alla prima revisione della LAMal, dal 1. luglio è entrato in vigore il nuovo sistema di remunerazione dei farmacisti in base al quale si intende rivalutare la prestazione di consulenza e mettere in secondo piano i margini di guadagno sul prezzo del medicamento.

Altro capitolo preoccupante è il forte aumento del 14,3% dei costi per le cure ambulatoriali dispensate negli ospedali. Anche nel 2000 è proseguita la tendenza a trasferire in questo settore le prestazioni e dunque le spese del reparto stazionario.

In questo modo i cantoni, proprietari degli istituti e obbligati a finanziare la metà dei costi del reparto stazionario, riescono a girare la fattura alle casse malati, chiamate a rimborsare interamente i costi del settore ambulatoriale. La seconda revisione della LAMal, che in autunno arriverà sui banchi del parlamento, propone un cambiamento del sistema di finanziamento per evitare questi meccanismi perversi.

Per il 2002 il Dipartimento dell’interno, ha previsto un nuovo ampliamento del catalogo delle prestazioni il cui costo è stimato tra i 14 e i 22 milioni. Un maggior costo pari all’1,5 per mille ha precisato Otto Piller secondo cui la limitazione del catalogo delle prestazioni, richiesta da più parti, non rappresenta comunque una soluzione per contenere i costi della salute. Un’opposizione la sua, ha tenuto a sottolineare il direttore dell’UFAS, che si basa sulla legge e sui principi di non discriminazione ancorati nella costituzione: “Occorre integrare le cure che si rivelano efficaci ed economiche, tenendo conto anche di un aspetto sociale: solo così possiamo evitare l’introduzione di una medicina a due velocità”.

Per attutire l’inevitabile aumento dei premi (cresciuti nel 2001 del 5,5% in media), l’UFAS cercherà di obbligare le casse malati a fare un maggiore ricorso alle riserve: “Sono pur sempre accantonamenti che vengono pagati dagli assicurati”, ha voluto ricordare Piller. A fine 2000 queste ammontavano mediamente al 21,1% sul volume dei premi, mentre la LAMal prescrive un limite di sicurezza del 15%.

Luca Hoderas

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