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Destino segnato per l’ISAlp

Jean-François Bergier e Jon Mathieu, presidente e direttore dell'ISAlp. Ti-Press

Giovane, con una grande voglia di crescere. Ma con il destino segnato. La chiusura dell’Istituto di Storia delle Alpi (ISAlp) è stata infatti confermata.

Inaugurato il 29 settembre del 2000, l’ISAlp ha tuttavia presentato a Lugano il bilancio di cinque anni di attività e i progetti per il 2005.

La progressiva chiusura dell’Istituto di ricerca è stata decisa dal Consiglio dell’Università della Svizzera italiana (USI), che ha però trovato un accordo con il professor Jean-François Bergier, presidente dell’ISAlp.

Prestare attenzione alla ricerca

“Il segretariato dell’Associazione internazionale di Storia delle Alpi – spiega il Consiglio – sarà mantenuto presso l’USI per dare continuità alle attività dell’Associazione e all’edizione della sua rivista scientifica”.

Il Consiglio dell’USI valuterà inoltre “se e come le attività di ricerca storica, attualmente svolte dall’ISAlp, possano nel futuro inserirsi in un progetto più ampio riguardante lo studio delle sciente umane”.

La recente costituzione della Commissione Scienze umane ha infatti proprio il compito di valutare le opportunità di sviluppo dell’insegnamento e della ricerca nel campo delle discipline umanistiche nel quadro della pianificazione 2004-2007dell’ateneo ticinese.

Un cambiamento di orientamento



L’importanza dei due partner dell’ISAlp, ossia l’Università della Svizzera italiana e l’Associazione Internazionale delle Alpi, è stata a più riprese sottolineata nell’intervento del presidente Jean-François Bergier.

Bergier non ha tuttavia mancato di sottolineare “che l’attività dell’ISAlp si svilupperà in modo diverso rispetto alla situazione attuale, per essere più conforme alle esigenze dell’USI. “Ho fiducia nelle capacità di flessibilità e di dinamismo dell’USI – ha precisato il presidente – e sono sicuro che saprà trovare delle soluzioni costruttive”.

“Indipendentemente dall’avvenire – ha continuato Bergier – oggi per noi è un giorno di festa, nella misura in cui siamo fieri di presentare il lavoro svolto dall’ISAlp in questi anni.

“Un lavoro curato da ricercatori di grande livello che con passione hanno garantito il loro contributo”.

Una nuova pubblicazione



Nonostante, dunque, la chiusura annunciata, l’ISAlp ha comunque voluto schiudere una finestra sul futuro, programmando una serie di importanti attività per il 2005. “In questo anno appena iniziato – ha sottolineato il direttore Jon Mathieu – intendiamo proseguire e completare i progetti di ricerca attualmente in corso”.

“Prevediamo inoltre l’avvio di nuovi mandati di ricerca, l’organizzazione di conferenze e seminari, tra cui anche appuntamenti di carattere internazionale in Ticino e all’estero, in modo particolare in Australia e in Slovenia”.

Tra le novità la creazione di una nuova collana “Studi di Storia Alpina – Studies on Alpine History”, che sarà inaugurata con il volume “Lo spazio insubrico. Un’identità storica tra percorsi politici e realtà socio-economiche 1500-1900”.

L’opera, curata da Luigi Lorenzetti e Nelly Valsangiacomo, è stata presentata dal professor Guglielmo Scaramellini, Direttore dell’Istituto di Geografia Umana dell’ Università degli Studi di Milano e Consigliere del Centro Interdipartimentale di Storia della Svizzera “Bruno Caizzi”.

Un impegno su vari fronti



Jon Mathieu, direttore dell’ISAlp, ha ricordato con soddisfazione quanto è stato fatto finora: cinque progetti di ricerca, dieci seminari di ricerca, tredici conferenze e workshops, un ampio e documentato impegno nel campo delle pubblicazioni. Un bilancio, dunque, più che lunsinghiero.

Mathieu si è pure soffermato sullo straordinario impegno dei ricercatori e sulla qualità scientifica dei loro contributi e dei loro lavori. “Hanno messo al servizio dell’Istituto – ha ricordato Mathieu – intelligenze, sensibilità, creatività, rigore. E per questo impegni li ringrazio”.

Confermata, nel corso del 2005, la progressiva chiusura dell’Istituto in questa forma, la speranza è quella di poter comunque continuare a svolgere l’attività di ricerca.

swissinfo

10 le collaborazioni e i partenariati con Università di 6 paesi europei
11 i collaboratori scientifici dell’ISAlp: 5 donne e 6 uomini
5 le pubblicazioni della rivista trilingue Storia delle Alpi
88 gli autori pubblicati
1,5 milioni di franchi il budget interno dell’ISAlp per cinque anni

In cinque anni di esistenza, l’Istituto di Storia delle Alpi (ISAlp) ha dato un importante contributo nel campo della ricerca scientifica, sia sul piano della qualità, sia sul piano della quantità.

Qualche cifra significativa: cinque progetti di ricerca, dieci seminari di ricerca, tredici conferenze e workshops, dieci collaborazioni con le Università di sei paesi europei.

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