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Domeniche senz’auto: l’iniziativa non raccoglie molti entusiasmi

Non fa furore l'iniziativa delle domeniche senz'auto Keystone

Che siano due o quattro, l'iniziativa delle domeniche senz'auto e il suo controprogetto sono contestati. La procedura di consultazione evidenzia vecchie spaccature sulle questioni relative alla mobilità. Fra i cantoni non regna l'unanimità.

L’iniziativa, depositata nel 1998, vuole bandire dal traffico i veicoli privati a motore durante una domenica a stagione. Dopo un periodo di prova di quattro anni, il popolo e i cantoni dovrebbero decidere sulla limitazione temporale o meno di questa misura.

Se il Consiglio federale rifiuta l’iniziativa, la commissione dei trasporti del Consiglio degli Stati ha proposto un controprogetto che va incontro all’idea degli inizianti. Esso prevede l’interdizione di circolare dalle 5.00 alle 22.00 il giorno del Digiuno federale e durante un altro giorno ancora da fissare.Ma anche questa versione edulcorata non piace a molti, in particolare alle associazioni di trasporti e ai partiti borghesi.

Per la Federazione stradale svizzera (FRS) e l’Automobil Club Svizzero (ACS), questi divieti di circolazione non avrebbero effetti durevoli sull’ambiente e sarebbero difficilmente controllabili.Per l’UDC, questo tipo d’interdizione senza un motivo preponderante non è compatibile con una società che decanta il valore della libertà. Visto il debole impatto ecologico che potrebbe produrre, il partito liberale radicale afferma da parte sua che si tratterebbe solamente di una misura «alibi».

Il PPD rifiuta ogni sorta di divieto in questo campo, «senza eccezioni». In opposizione, la Comunità ecumenica di lavoro Chiesa e ambiente (CECA) e la Federazione delle chiese evangeliche della Svizzera non nascondono il loro entusiasmo nei confronti dell’iniziativa e del controprogetto.

Per questi due movimenti, le domeniche senza automobile migliorerebbero la qualità dell’aria e porterebbero ad una presa di coscienza ecologica. Inoltre, sarebbero una «pausa di riflessione» in una società che corre sempre più in fretta. Le due organizzazioni propongono di estendere il divieto a quattro domeniche l’anno.

Per l’Associazione Traffico e Ambiente (ATA), il controprogetto è un’alternativa ragionevole all’iniziativa. L’organizzazione ritiene che l’idea stessa delle domeniche senza automobile sia più importante del loro numero.

La preferenza del partito socialista (PSS) va al testo dell’iniziativa perché in fondo quattro domeniche non sono poi così tante sull’arco di un anno.Sul fronte dei cantoni, i pareri sono più contrastanti. A favore delle domeniche senza auto ci sono Svitto, Appenzello Esterno e Turgovia. Basilea Campagna e Città, i Grigioni e il Nidvaldo si oppongono.La loro argomentazione principale è l’impatto proporzionalmente tiepido della misura.

Anche il canton Uri, che soffoca sotto gli effetti del traffico di transito, è dello stesso parere. Secondo l’esecutivo urano, la chiusura dell’asse nord-sud del San Gottardo sarebbe difficilmente comprensibile.Il Ticino ha già promosso «una misura a titolo didattico»: il prossimo Digiuno federale sarà un giornata senza veicoli a motore.

Nel corso del 1999, la concentrazione di ozono, di ossido di azoto e di polveri fini hanno regolarmente oltrepassato i limiti di guardia.

swissinfo e agenzie

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