Evangelici per la soluzione dei termini
Il Consiglio della Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera (FCES) approva la soluzione dei termini in materia di aborto.
le donne che desiderano interrompere la gravidanza. Viene così privilegiata la libertà di coscienza.
Abortire nelle prime 12 settimane di gravidanza è una scelta libera e cosciente della donna o della coppia che si trova in uno stato di necessità, ha indicato martedì la FCES in una conferenza stampa a Berna. Monika Waller-Koch, esponente del Consiglio, ha rilevato che in nome della libertà responsabile le Chiese evangeliche ritengono eticamente difendibile una eccezionale trasgressione del comandamento biblico di non uccidere.
La FCES, precisa un comunicato, dal profilo fondamentale non approva l’aborto e non intende banalizzare una grave questione etica. Ma ha fatto una scelta pragmatica in un quadro giuridico chiaro, ben sapendo che ciò non regolerà il problema di coscienza personale con cui sono confrontate le donne.
Sempre secondo Monika Waller-Koch, è di vitale importanza offrire sostegno alle donne o alle coppie confrontate col problema dell’aborto, dando loro la possibilità di consultazione. Bisogna anche continuare a promuovere le strutture di accoglienza per le famiglie. «Mettere al mondo un figlio è una cosa; allevarlo è un’altra», ha commentato.
Secondo il presidente Thomas Wipf, il parere del Consiglio della FCES non è rappresentativo di tutte le sensibilità degli evangelici svizzeri. L’introduzione della consultazione obbligatoria prima dell’aborto è stata respinta, con il convincimento che non spetti al legislatore imporre servizi che già esistono.
La soluzione dei termini verrà posta in votazione popolare contemporaneamente al divieto totale dell’aborto, come vuole l’iniziativa «per madre e bambino», probabilmente nel giungo 2002.
La posizione del Consiglio della FCES sarà comunque esaminata nell’assemlea dei delegati che si terrà il 12 novembre a Berna. Nella stessa occasione gli evangelici tratteranno la questione dei«sans-papiers», ma il Consiglio è contrario ad un’amnistia generale.
swissinfo e agenzie
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