Ex regie, il consiglio degli Stati sconfessa il Nazionale
Contrariamente ai deputati, per i senatori il servizio pubblico non deve obbligare le aziende federali a mantenere gli impieghi nelle zone periferiche.
Ferrovie federali, Swisscom e Posta devono garantire posti di lavoro e di apprendistato sull’intero territorio svizzero ed evitare che le soppressioni di impieghi vadano a scapito soprattutto delle regioni periferiche? Questa proposta, avanzata nel 1998 dal socialista grigionese Andrea Hämmerle, era stata accettata dal Consiglio nazionale la scorsa sessione di settembre. I colleghi senatori, al contrario, non hanno voluto saperne di porre condizioni troppo vincolanti alle aziende federali e per 22 voti a 16 hanno deciso di non entrare neppure in materia.
Non si possono sottoporre le ex regie della Confederazione alle leggi di mercato e poi imporre loro regole che le penalizzerebbero nei confronti della concorrenza, ha osservato a nome della commissione il radicale Hans Hess. Oltre ad essere troppo rigida, la proposta Hämmerle lascerebbe inoltre aperta la questione su chi dovrebbe sobbarcarsi i costi di una politica del personale così restrittiva.
Nonostante la liberalizzazione, ha aggiunto Hess, queste aziende hanno mostrato negli ultimi tempi di tenere seriamente in considerazione le regioni periferiche nella misura del possibile. L’iniziativa parlamentare sarebbe in qualche modo datata in quanto risale all’epoca in cui le prime ristrutturazioni di FFS, Swisscom e Posta si traducevano in forti tagli di posti di lavoro.
Le istanze di politica regionale stanno a cuore anche alla Confederazione, ha detto il ministro Moritz Leuenberger. Per questo motivo il governo ha affiancato alle riforme di liberalizzazione anche una serie di misure di accompagnamento che avrebbero già sortito i loro effetti e che risultano più adatte a quelle proposte dall’iniziativa parlamentare. Quale esempio, Leuenberger ha citato l’aiuto all’istituzione di circa 70 piccole e medie imprese da parte di ex impiegati di Swisscom.
In favore della proposta Hämmerle si sono schierati soprattutto i rappresentanti delle regioni di montagna capeggiati dal grigionese Theo Maissen, che invano ha cercato di trovare una soluzione di compromesso. Per il senatore PPD, riconoscere la legittimità dell’iniziativa costituirebbe un importante segnale in materia di politica regionale.
Allo scopo di trovare una soluzione meno rigida, Maissen ha invitato i colleghi rinviare la proposta in commissione per elaborare una versione che risulti più compatibile con le esigenze di politica aziendale delle tre aziende. La proposta torna ora al Nazionale, che potrebbe insistere e rispedirla di nuovo ai senatori. Ma se questi ultimi, come sembra probabile, confermeranno a loro volta la decisione di non entrata in materia, l’iniziativa Hämmerle sarà definitivamente liquidata.
Luca Hoderas
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.