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Forse rimborsati i farmaci comperati all’estero

Per la Comco, bisogna sfruttare i minimi spiragli per favorire maggiore concorrenza nel settore della salute Keystone

La Commissione della concorrenza (Comco) chiede che le casse malati rimborsino i medicinali comperati all'estero. La Comco ha inoltre condannato la ditta ticinese Intensiv (strumenti dentari) per abuso di potere.

La Comco intende inviare al Consiglio federale una raccomandazione sull’acquisto di farmaci all’estero, perché gli assicurati dovrebbero potere approfittare della concorrenza estera.

Secondo il diritto vigente, i prodotti medici e i farmaci comperati all’estero non sono rimborsati. Se le assicurazioni rimborsassero questi prodotti, sarebbe invece possibile migliorare il rapporto prezzo/prestazioni per i clienti. Le raccomandazioni della Comco si basano sulla legge sui cartelli, che attribuisce alla commissione la facoltà di rivolgere le proprie raccomandazioni alle autorità per favorire una concorrenza più efficace.

Secondo i responsabili della Comco, nel settore della salute bisogna sfruttare le poche possibilità di introdurre una maggiore concorrenza.

Ricordiamo che il prossimo 4 marzo il popolo svizzero voterà su un’iniziativa popolare denominata “per farmaci a prezzi più bassi” lanciata dalla Denner. L’iniziativa chiede una liberalizzazione delle importazioni di farmaci provenienti da Italia, Germania, Francia e Austria. I prezzi degli stessi medicinali possono essere anche del 50 percento più cari in Svizzera rispetto ai paesi confinanti

D’altra parte, la Comco ha condannato le condizioni di fornitura della ditta ticinese Intensiv, attiva nel settore dei prodotti dentari. La società non rifornisce dei propri prodotti i distributori che non dispongono di un servizio alla clientela sufficiente.

La ditta detiene il 60 percento del mercato di un particolare tipo di strumenti in uso presso i dentisti. Escludendo le ditte intermediarie che non dispongono di un servizio alla clientela, Intensiv, che dispone di un proprio servizio ai clienti, intendeva incassare direttamente i margini sul prezzo di vendita. L’inchiesta è stata aperta sulla base di una denuncia di un fornitore che rischiava di perdere i propri clienti dentisti a causa del rifiuto di Intensiv di fornirgli gli strumenti in questione.

swissinfo e agenzie

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