Gli svizzeri, un popolo sempre più sedentario
Gli svizzeri si muovono sempre meno, in particolare in Romandia. Secondo gli ultimi dati dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) la mancanza di moto ha ormai raggiunto un livello preoccupante, con conseguenze sul benessere psico-fisico.
In Svizzera c’è una «epidemia di inattività fisica», scrive nell’ultimo bollettino l’UFSP dopo aver analizzato i risultati di due indagini sulla salute condotte nel 1997 e nel 1999. Sono stati presi in considerazione circa 500 intervistati nella prima indagine e si è poi controllato se si attenevano ai «Consigli per un movimento salutare» dati dagli Uffici federali dello sport (UFSPO) e della sanità.
Il 37 per cento degli intervistati ammettono di non muoversi nemmeno per mezz’ora al giorno. Il 26 percento si limitano ai consigli e il 37 percento segue un allenamento sportivo che va oltre le indicazioni. La quota di inattivi varia dal 27 percento nella Svizzera tedesca, al 55 percento in Ticino, per culminare con un 62 percento in Romandia.
Secondo l’inchiesta sulla salute del 1997, nei cinque anni precedenti la quota degli «immobili» è aumentata di circa il 4 percento: per essere più precisi del 2 percento fra gli uomini e del 6 percento fra le donne.
L’aumento dell’inattività è stato particolarmente forte fra le persone di oltre 55 anni e nei ceti sociali con bassi livelli salariali e di formazione. Sono i giovani fra i 15 e i 34 anni a fare maggior moto.
Gli effetti dell’esercizio sulla salute sono documentati: chi è attivo cura di più la propria salute, ha meno problemi fisici, è inabile al lavoro per minor tempo, va di rado dal medico e ha brevi periodi di degenza ospedaliera. Inoltre, rispetto agli inattivi, chi si mantiene in forma ha maggiore considerazione per il proprio benessere psichico.
swissinfo e agenzie
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