Greenpeace accusa la chimica basilese di inquinamento della falda freatica
Stando ad analisi compiute da Greenpeace, le discariche dell'industria chimica basilese, situate nel sud dell'Alsazia a ridosso della frontiera svizzera hanno inquinato la falda freatica. L'organizzazione ecologista chiede alle società Sygenta, Ciba e Novartis, l'immediato risanamento dei luoghi inquinati. Le società sotto accusa si sono dette «soprese» dai risultati delle analisi.
I dati sono stati presentati martedì a Schönenbuch (BL). Essi smentiscono le analisi compiute dalle società sotto accusa. In particolare, le discariche denominate «Le Letten» a Hagenthal-le- bas e «Roemisloch» a Neuwiler – tutte in territorio francese – avrebbero lasciato filtrare sostanze inquinanti nel terreno, poi finite nella falda freatica.
Il laboratorio berlinese incaricato da Greenpeace di effettuare le misurazioni avrebbe trovato nella falda freatica situata sotto la discarica del «Letten» 26 sostanze chimiche. Secondo Matthias Wütrich di Greenpeace, le acque del sottosuoolo sarebbero pesantemente toccate da questo inquinamento. Le misurazioni sono state compiute utilizzando lo stesso canale di perforazione messo a punto dalla società francese «Antea» che a suo tempo aveva effettuato analisi per conto delle industrie chimiche basilesi. Analisi che avevano dato esito negativo.
Greenpeace ha criticato inoltre le procedure di analisi utilizzate dalla «Antea»: nel caso della discarica «Le Letten», un cunicolo di perforazione ha «bucato» la discarica da parte a parte mettendo così in collegamento diretto tra loro sostanze chimiche e falda freatica.
L’industria chimica basilese ha confermato quest’ultimo fatto, affermando che gli ingegneri, appena accortisi dell’errore, hanno provveduto a chiudere il buco. Sempre nel caso «Le letten», Greenpeace rimprovera alla «Antea» di aver effettuato le perforazioni troppo lontano dalla discarica.
Considerate le critiche procedurali, l’organizzazione ecologista ha chiesto quindi che ulteriori perforazioni siano compiute per le discariche di «Galgenrein» e «Hitzmatten», anch’esse situate nei due comuni menzionati.
Lo scorso giugno erano state le aziende basilesi a presentare i risultati delle proprie analisi. I risultati indicavano che la falda freatica non era stata toccata dalle sostanze chimiche. Solo in un caso – la discarica di Roemisloch – erano state rinvenute tracce di sostanze chimiche in una sorgente.
In questo caso, poiché l’acqua finisce in un ruscello che a sua volta si getta nel Mülibach, Greepeace ha chiesto il divieto di balneazione per questo corso d’acqua. Anche per questa discarica si chiedono nuove analisi.
swissinfo e agenzie
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