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Il governo indiano ringrazia i soccorritori svizzeri mentre continuano le operazioni di salvataggio

Un soccorritore svizzero attivo nella zona disatrata dal terremoto Keystone

Il primo ministro indiano, Atal Mehari Vajpayee, ha ringraziato la squadra svizzera d'aiuto in caso di catastrofe per gli sforzi profusi e per la rapidità con la quale sono state raggiunte le zone disastrate. Intanto regna una certa confusione sul numero delle vittime. Mercoledì sono stati trovati ancora diversi sopravvissuti, una delle quali soccorsa dal gruppo svizzero.

La squadra svizzera ha, per il momento, tratto in salvo otto sopravvissuti, l’ultima delle quali, una donna di 42 anni, è stata estratta dalle macerie mercoledì, a 114 ore dal terremoto che venerdì scorso ha devastato lo stato indiano del Gujarat. La donna è gravemente ferita ma la sua vita non sembra in pericolo, ha dichiarato Fred Lauener, portavoce della Catena svizzera di salvataggio.

Intanto, sta giungendo alla conclusione la prima fase degli aiuti svizzeri. In effetti il team elvetico dovrebbe smobilitare mercoledì mattina e la stragrande maggioranza dei suoi componenti sono attesi all’aeroporto di Zurigo-Kloten giovedì a metà giornata. Dalla fase di salvataggio, si passerà ora all’aiuto ai sopravvissuti, per poi, in un terzo tempo, concentrarsi sulla ricostruzione.

I 48 membri della catena di salvataggio, accompagnati da 9 cani addestrati all’aiuto in caso di catastrofe, sono intervenuti nella città di Ahmerdabad, capitale del Gujarat, a partire da sabato e hanno portato in India 18 tonnellate di aiuti della Croce Rossa: 8 tonnellate di materiale di salvataggio e 10 tonnellate di coperte di lana e teloni di plastica.

Sono trascorsi ormai cinque giorni dal terribile sisma, che ha raggiunto i 7.9 gradi sulla scala Richter. Gli esperti indicano che il tempo durante il quale un essere umano può sopravvivere senza acqua sta lentamente finendo. Intanto, ancora mercoledì, sono state trovate persone in vita sotto le macerie, ultima in ordine di tempo una famiglia di 3 persone, rifugiatasi in una cavità e sopravvissuti grazie ad una bottiglia d’acqua e alcuni pomodori.

Mercoledì regnava ancora una certa confusione a proposito del numero delle vittime. Mentre il ministro della difesa indiano, George Fernandes, ha stimato quasi 100’000 morti, le valutazioni delle autorità regionali indicano un numero di vittime compreso tra 15’000 e 20’000. Sotto le macerie giaciono però ancora moltissime persone.

Oltre agli aiuti pubblici, si sono mobilitati anche gli enti assistenziali svizzeri. Immediatamente dopo il terremoto, la Catena della Solidarietà ha messo 250’000 franchi a disposizione del governo indiano, mentre l’Aiuto delle chiese evangeliche e la Caritas hanno sbloccato rispettivamente 100’000 e 200’000 franchi.

La Catena della solidarietà ha pure avviato una raccolta di fondi, destinati alle regioni colpite dal sisma. Le offerte in denaro possono essere versate sul CCP 10-15-000-6 con la menzione “Terremoto in India”. E’ possibile annunciare i propri contributi anche via Internet.

Swissinfo e agenzie

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