Inaugurato dal presidente della Confederazione il Forum di Davos
Con un imponente schieramento di polizia e di militari, che cercheranno di impedire o perlomeno di tenere a distanza le manifestazioni violente, è cominciato giovedì sera il 31esimo Forum economico mondiale di Davos. Il discorso di inaugurazione è stato tenuto dal presidente della Confederazione Moritz Leuenberger.
Davanti a migliaia di esponenti politici e della finanza, il socialista Leuenberger si è permesso di ricordare – avvertendo di non voler essere frainteso – Karl Marx, definito un «pioniere della mondializzazione» e, in quanto tale, «un lontano precursore del forum economico».
Citando «il padre della prima Internazionale», Leuenberger ha affermato che «ogni economia è un’economia del suo tempo». Davos «riunisce uomini e donne di orizzonti e continenti diversi, che hanno però una volontà comune: quella di modellare il mondo di domani». Davos è divenuta «il simbolo di una civiltà globale in movimento», dove «le barriere crollano», alimentando la «speranza di una libertà sempre più grande».
Il futuro, ha detto Leuenberger, ispira però anche angosce: la mondializzazione ha accresciuto il divario tra ricchi e poveri, tra progressi economici e rischi di compromettere gli equilibri naturali e climatici, tra «esplosione delle conoscenze» e «incapacità ad applicarle per il bene di tutti».
Davos è cosciente che «il mondo, più è interdipendente, più è vulnerabile. Maggiori sono le nostre possibilità, maggiori sono le nostre responsabilità». E non sempre è facile far capire questo messaggio, «soprattutto ai paesi ricchi».
Leuenberger ha detto che «non c’è vera libertà, se non è accompagnata da giustizia e solidarietà» e anche alla mondializzazione vanno quindi posti dei limiti: ci deve essere equilibrio tra imperativi economici, sociali ed ecologici; nessuna cultura deve pretendere all’egemonia sulle altre; e nessun paese del pianeta, per quanto potente, deve imporre la sua volontà sugli altri.
Obiettivo del 31esimo Forum, che annovera non meno di 3200 partecipanti, sarà la definizione di soluzioni che permettano di alimentare la crescita economica, riducendo nel contempo le fratture sociali.
Oltre a Moritz Leuenberger, che incontra il segretario generale dell’Onu Kofi Annan e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Yasser Arafat, rappresentano il governo svizzero nella località turistica grigionese Pascal Couchepin, che proseguirà gli sforzi per allacciare nuovi contatti bilaterali con i colleghi esteri, in particolare quelli dei paesi non membri dell’Ue e i partner dell’Organizzazione mondiale del commercio WTO; -Joseph Deiss, che spera di approfittare dei molteplici incontri nei corridoi del Forum per rafforzare ed estendere la sua rete di contatti; Kaspar Villiger, ministro delle finanze e «habitué» del Forum, che incontra i suoi omologhi tedesco, Hans Eichel, francese, Laurent Fabius, e canadese, Paul Martin.
Ma oltre ai vari incontri ad alto livello, la possibilità di dialogare con i dirigenti internazionali presenti a Davos viene data quest’anno anche alla gente comune. Ognuno, da qualsiasi parte del mondo, può infatti inviare messaggi SMS con commenti, osservazioni o critiche dal cellulare telefonico oppure via Internet, attraverso il nostro sito speciale hellomrpresident (homepage). I messaggi sono poi proiettati da un gigantesco raggio laser (250 metri di larghezza) sui pendii del Bolgen, una montagna di Davos. Filmati da una webcam, possono essere consultati in qualsiasi momento anche nel nostro sito Internet.
Intitolata “Hello Mr. President”, questa iniziativa di swissinfo non vuol essere soltanto un happening interattivo, ma anche un’occasione unica, offerta a tutti, di esprimere sentimenti e opinioni a proposito degli importanti argomenti trattati al Forum. I messaggi possono venir inviati ogni giorno, fino al 29 gennaio tra le 17.00 e le 22.00.
swissinfo e agenzie
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