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Iniziativa “per farmaci a prezzi più bassi”

In Svizzera, i medicinali possono essere fino al 50 percento più cari rispetto ai paesi vicini Keystone

Questa iniziativa, come quella bocciata lo scorso 26 novembre per costi ospedalieri più bassi, è stata lanciata dalla catena di supermercati Denner, e anch'essa ha il merito di avere un titolo molto esplicito.

A prima vista sembra difficile essere contrari alla diminuzione del prezzo dei farmaci, quando si pensa che la fattura dei medicinali pagata dall’assicurazione obbligatoria è aumentata del 26 percento negli ultimi quattro anni e ha raggiunto i tre miliardi di franchi. ··

Questo aumento è provocato dalla sostituzione di farmaci oggi a buon mercato con altri preparati più cari. Si tratta, in un certo senso, del prezzo da pagare per il progresso. Si tratta però anche di una fattura che ha una forte incidenza sui premi di ciascun assicurato. Bisogna poi sapere che i medicinali in Svizzera sono generalmente del dieci percento e talvolta del 50 percento più cari rispetto ai paesi vicini.·

L’iniziativa mira dunque a ridurre il prezzo dei farmaci in Svizzera essenzialmente tramite due tipi di provvedimenti. In primo luogo, i farmaci autorizzati e disponibili in Germania, Italia, Francia e Austria devono potere essere commercializzati anche in Svizzera senza essere sottoposti ad un’ulteriore procedura di autorizzazione. ··

In secondo luogo, quando c’è la possibilità, al paziente vanno consegnati medicamenti generici, a meno che il paziente paghi di tasca propria. Se i medicamenti sono a carico dell’assicurazione malattia, al paziente vanno consegnati i prodotti meno cari. Precisiamo che per farmaci generici si intendono versioni più vantaggiose o copie dei prodotti originali. ··

Il Consiglio federale condivide in linea di massima l’obiettivo dell’iniziativa, ma secondo il governo essa si spinge troppo lontano. Il governo propone dunque di respingerla per tre ragioni principali.··

In primo luogo, un riconoscimento unilaterale dell’autorizzazione di farmaci da parte degli Stati limitrofi potrebbe ripercuotersi negativamente sull’affidabilità dei farmaci e, di conseguenza, sulla sicurezza dei pazienti.·In secondo luogo, l’autorizzazione automatica non implica di per sé la riduzione dei prezzi dei farmaci in Svizzera, ma offre soprattutto agli intermediari la possibilità di realizzare guadagni che non necessariamente si ripercuotono sul pubblico.·Infine, l’obbligo di consegnare generici rappresenta una grave ingerenza nella responsabilità e nella libertà terapeutica dei medici e nel loro rapporto con i pazienti.··

D’altra parte, il Consiglio federale ha già inoltrato al parlamento un progetto di revisione della legge sull’assicurazione malattie che prevede di promuovere i preparati generici. Nell’ambito della nuova legge sui medicamenti e i dispositivi medici, sono inoltre in preparazione misure per lo snellimento delle procedure di riconoscimento internazionale.·Revisione della legge sull’assicurazione malattie e nuova legge sugli agenti terapeutici costituiscono, secondo il governo, un controprogetto indiretto all’iniziativa.

Da rilevare inoltre che il Consiglio federale ha gia preso misure per diminuire il prezzo dei medicamenti. Un accordo concluso nel 98 fra l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali e l’industria farmaceutica ha permesso un’economia di 200 milioni di franchi all’anno per le casse malattia.··

Il consiglio nazionale ha respinto di misura un controprogetto appoggiato soprattutto dalla sinistra e favorevole a una certa liberalizzazione. Per finire respinto all’unanimità l’iniziativa. Bocciatura unanime anche nella Camera alta.·

Mariano Masserini

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