Kandersteg: nove volontari a scuola di sminamento
Quale segno tangibile del suo impegno nella lotta contro le mine antiuomo, suggellato dall'adesione nel 1997 alla Convenzione internazionale che ne bandisce l'utilizzo, la Svizzera ha aperto a Kandersteg un centro di formazione per futuri artificieri. Entro il 2002, ha affermato lunedì il capo della Divisone per il controllo degli armamenti Erwin Dahinden, «da qui dovranno uscire 40 esperti di sminamento».
Della durata di cinque settimane, il corso accoglie attualmente nove volontari, contro i sei dell’anno scorso, primo anno di attività della scuola.
Le persone che si sono annunciate potranno essere impiegate in missioni di pace all’estero. Una volta sul posto, ha precisato Dahinden, loro compito sarà di trasmettere ai locali le loro conoscenze affinché possano sbrigarsela da soli. Questo lavoro è indispensabile se si pensa ai milioni di ordigni antiuomo – da 60 a 100 – sparpagliati per mezzo mondo.
Il centro della Confederazione situato nella Gasterntal, a monte di Kandersteg (BE), occupa un’area di 7500 metri quadrati. All’interno, il perimetro è contrassegnato da cartelli d’avvertimento mentre persone in tenuta appropriata si allenano nell’attesa di venir spediti nelle zone calde del pianeta.
Finora, ha detto Dahinden, gli esperti elvetici sono stati utilizzati in Ciad, Mozambico, Somalia e Bosnia. L’esperienza condotta nel Kosovo, ha precisato, è stata positiva: se la regione oggi può dirsi sicura lo deve all’impegno internazionale.
Dal 18 al 21 settembre si terrà in Nicaragua il terzo incontro internazionale dal 1997 al quale parteciperanno i rappresentanti dei 118 Stati che hanno ratificato la Convenzione per il bando delle mine antiuomo.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.