La filiale americana di Sulzer Medica riprende la fornitura di anche artificiali
Dopo il richiamo di 25'000 protesi difettose, al 90 per cento vendute negli Stati Uniti, la filiale ha modificato il processo di produzione. All'origine del problema si è riscontrato un difetto di fabbricazione. Ancora difficile pronosticare quanti pazienti dovranno essere rioperati.
La filiale americana di Sulzer Medica ha ripreso le forniture di anche artificiali, ha indicato oggi il gruppo di Winterthur. L’impresa ha dovuto modificare il processo di produzione, dopo il richiamo di 25 000 protesi negli USA.
Sulzer Orthopedics aveva optato per il provvedimento lo scorso 5 dicembre, in seguito all’accertamento di residui di lubrificanti sulle anche artificiali prodotte tra l’ottobre 1999 e il dicembre 2000. A causa dei residui, è possibile che le protesi non si integrino correttamente nelle ossa in cui sono state impiantate.
Secondo Sulzer Medica, finora si sono annunciati 129 pazienti che lamentano problemi alle anche artificiali. I residui di lubrificanti si sono verificati solo sporadicamente e quindi non si può pronosticare quanti pazienti dovranno essere rioperati, ha rilevato la Sulzer. Complessivamente sono state impiantate 17’500 anche prodotte dalla filiale americana del gruppo di Winterthur. Il 90 per cento riguarda pazienti negli USA.
Richard Fritschi, direttore della Sulzer Orthopedics, ha deplorato l’errore «tragico in tutti i casi». «Faremo di tutto per limitare il dolore delle persone interessate» ha dichiarato giovedì sera alla trasmissione della TV svizzerotedesca «10 vor 10».
André Buchel, presidente della direzione di Sulzer Medica, ha deplorato l’incidente: «Ci assumiamo l’intera responsabilità del richiamo e ci scusiamo per tutte le conseguenze che possono essere intervenute per i pazienti e le loro famiglie».
Il gruppo si assumerà tutte le spese, anche quelle non coperte dalle casse malattia, ha annunciato inoltre Buchel. Sulzer Medica suppone di essere dotata di una copertura assicurativa sufficiente all’indennizzo dei danni.
Una hotline è stata messa a disposizione per informazioni. Le anche difettose sono state vendute negli Stati Uniti e «in alcuni altri paesi». Il problema non riguarda le protesi prodotte in Svizzera.
swissinfo e agenzie
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