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La lince viene reintrodotta nella Svizzera orientale

Da quest'inverno la lince torna a popolare il Toggenburgo e la Svizzera orientale Keystone

La lince sarà rintrodotta quest'inverno nella Svizzera orientale. Il Gran Consiglio sangallese ha infatti approvato mercoledì un piano elaborato dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAFP). Favorevoli gli altri cantoni della Svizzera orientale.

Dopo un dibattito animato durato tre ore, i deputati sangallesi hanno approvato con 92 voti contro 74 la reintroduzione di due o tre linci nella regione del Toggenburgo. Altri due o tre animali saranno lasciati liberi nella regione zurighese del Tösstock. Anche in Turgovia dovrebbero essere reintrodotti alcuni predatori. Il progetto prevede di rilasciare in totale nella Svizzera orientale una ventina di linci.

I predatori saranno catturati nei cantoni di Berna, Friburgo e Vaud, ha precisato l’UFAFP in un comunicato pubblicato mercoledì. Forse saranno incluse nel progetto anche le linci provenienti dal Vallese e dal Giura.

Gli animali saranno dapprima messi in quarantena. Saranno rilasciati, muniti di una ricetrasmittente, dopo aver subito un esame medico. Le ricetrasmittenti permetteranno di seguirne gli spostamenti e di ottenere informazioni sul loro comportamento. Un progetto di ricerca, condotto in parallelo, permetterà di studiare l’influenza delle linci sulle loro principali prede (caprioli e camosci) e sugli altri animali.

L’UFAFP è soddisfatto della decisione del Gran Consiglio sangallese. «È un segnale positivo per la sopravvivenza a lungo termine della popolazione di linci nelle Alpi, valido non solo per la Svizzera ma per tutta l’Europa», ha detto il direttore Philippe Roch. Soddisfatto anche il WWF.

Il capo dell’UFAFP e i consiglieri di Stato dei cantoni interessati dovranno riunirsi il 22 dicembre, per firmare un contratto sulla reintroduzione della lince. Il progetto prevede l’informazione regolare alla popolazione, in particolare per quanto riguarda la prevenzione dei danni. Gli allevatori saranno consigliati sul modo migliore di proteggere il bestiame, assicura l’UFAFP.

swissinfo e agenzie

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