La volpe fuori casa
La volpe non vive più solo in campagna ma ha ormai conquistato le città. La volpe urbana si nutre in preferenza di pizza e pollo e non più di topi e bacche.
Un’esposizione a Zurigo sta suscitando un notevole interesse tra i visitatori e tenta di ridurre i conflitti tra uomini e volpi.
“Guarda, com’è dolce”, esclama una ragazzina osservando una volpe imbalsamata che pare sbirciare buffamente attraverso un foro in un grande blocco di polistirolo.
Poi, subito dopo, la bambina corre ad afferrare un paio di cuffie audio per ascoltare una storiella sulle volpi. “Io ho già visto una volpe vera!”, dice, fiera, un’altra bimba di 6 anni accompagnata dal padre.
Nell’esposizione del Museo zoologico dell’Università di Zurigo, i giovani visitatori godono probabilmente del punto di vista più adatto: la mostra “Volpi di città” conduce infatti il pubblico nelle “giungle” nate ai piedi delle grandi città.
Oggetto di ricerca: la volpe
“Si parla di volpi di città dall’inizio degli anni ’90. Oggi stimiamo che a Zurigo vivano più o meno un migliaio di esemplari adulti”, dice Daniel Hegglin a swissinfo.
Hegglin è impiegato quale biologo della selvaggina presso la comunità di lavoro SWILD di Zurigo e, in collaborazione con la sua collega Sandra Gloor, è responsabile del lato scientifico della mostra.
“Le volpi hanno conquistato le città quale loro nuovo spazio vitale, non conoscono praticamente nemmeno più i boschi”, rileva. E ciò non vale soltanto per Zurigo, bensì per la maggior parte delle città svizzere e d’Europa.
E così, negli ultimi anni, i ricercatori zurighesi hanno studiato attentamente il nuovo ambiente dell’animale. Immagini delle volpi sono state “catturate” grazie a trappole fotografiche, i loro percorsi registrati grazie alla radio-telemetria, i loro escrementi analizzati al microscopio, i loro richiami incisi su dei nastri.
Grande interesse
I risultati di queste ricerche sono presentati nel Museo, in modo volutamente ludico ed adatto ai più giovani. “La mostra è stata accolta molto bene, sembra piacere soprattutto alle famiglie”, dice un addetto alla sorveglianza. Il numero di visitatori si aggira dai 300 ai 400 al giorno.
L’intera esposizione è accompagnata da immagini ed elementi tipici di una città, nei quali s’infilano e si nascondono costantemente delle volpi. Ad esempio, nel grande blocco di polistirolo (un pezzo originale, trovato dai ricercatori in un mucchio di rifiuti), utilizzato quale rifugio per la notte, oppure nelle fermate dei bus, dove durante il giorno sostano gli esseri umani.
Per favore, non nutrirle
Le tracce più evidenti lasciate “dall’intruso” sono sacchi dell’immondizia rotti o rosicchiati per le strade. Nei rifiuti dell’uomo, le volpi trovano delle ghiottonerie che le loro …cugine di campagna neppure si sognano.
Il Museo si è divertito a paragonare i due menù: pollo, patatine fritte, pizza e pane per le cittadine, numerose bacche, topi e mele per le campagnole.
“Mi capita spesso di scorgere delle volpi. Non ho mai però pensato di nutrirle”, dice una visitatrice che risiede sulla cosiddetta “costa dorata”, la riva destra del lago di Zurigo.
E nemmeno Daniel Hegglin considera l’idea di nutrire delle volpi particolarmente buona. “Le volpi sono state cacciate per secoli. Di conseguenza, oggi, gli animali sono molto timidi e tendono a nascondersi”.
Gli animali che vengono nutriti dimenticano le loro riserve e perdono il loro naturale timore dell’uomo. Tuttavia non si trasformano di certo in animali domestici ed il loro comportamento resta così piuttosto imprevedibile.
“In questi casi, finisce che prima o poi la volpe si avventura negli appartamenti e tenta di mangiarsi un porcellino d’india. Situazioni che possono facilmente concludersi con una morsicatura a danni di qualche persona”.
E che proprio non sono nell’interesse delle volpi: le volpi coinvolte in incidenti del genere vengono abbattute dai guardiacaccia.
Conflitti programmati
Questo non è il solo problema che accompagna la presenza delle volpi nelle città. Giardini rovinati, scarpe rubate o, specialmente nei mesi invernali, rumori notturni suscitano le lamentele di parecchie persone.
Molti temono poi la tenia o il cosiddetto verme solitario, una malattia di cui anche le volpi sono i vettori e che può essere all’origine di seri problemi tra gli uomini. Se trascurata, può anche condurre alla morte. “Ogni anno, in Svizzera, si registrano da sei a dodici nuove infezioni”, spiega il biologo.
Un’assoluta protezione contro la malattia attraverso il trattamento medico dell’intera popolazione di volpi non è praticabile per ragioni pratiche e finanziarie. Hegglin sottolinea però come lavare regolarmente frutta e verdura e vaccinare gli animali domestici possa già contribuire a ridurre notevolmente i rischi.
Al contrario la rabbia non rappresenta problema alcuno: da ormai alcuni anni la Svizzera ne è immune.
La città quale natura
“È illusorio credere che la volpe possa essere rispedita fuori dalle città”, dice Daniel Hegglin. E dunque la mostra vuole anche informare. “Il messaggio è il seguente: le volpi sono OK, ma dobbiamo sapere come comportarci per ridurre i conflitti potenziali”.
Ma poi le volpi di città affascinano pure. Come succede ad esempio al piccolo Tobias Baltis il quale, dopo aver visitato la mostra, confida: “Non sapevo che in città ci fossero così tante volpi. D’ora in avanti ci presterò attenzione. Nell’attesa di vederne, finalmente, una…”.
swissinfo, Philippe Kropf, Zurigo
(traduzione: Marzio Pescia)
Le volpi hanno iniziato ad adattarsi ad un nuovo spazio vitale all’interno delle città circa 15 anni or sono.
Il fenomeno vale per tutte le città svizzere ed europee.
Oggi, a Zurigo, si stima vivano un migliaio di esemplari adulti.
Da quando le volpi hanno iniziato a scoprire la vita di città, si sono sviluppati nuovi punti di attrito con gli esseri umani.
Sacchi dei rifiuti strappati o morsicati creano malumori e molte persone temono di venir contagiate dalla malattia del verme solitario.
Un’esposizione presso il Museo zoologico dell’Università di Zurigo mostra come si possa vivere a contatto con le volpi senza particolari conflitti.
Gli esperti concordano nel ritenere praticamente impossibile allontanare completamente le volpi dalle città.
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