Le Alpi si stanno scongelando
Il permafrost, il cuore di ghiaccio delle montagne che tiene insieme i più alti picchi delle Alpi, si sta sciogliendo mettendo a rischio di frane e smottamenti villaggi alpini e località sciistiche.
L’allarme è stato lanciato giovedì da Charles Harris, lo scienziato britannico che coordina un’organizzazione chiamata Permafrost and Climate in Europe (Pace) finanziata dall’Unione europea con lo scopo di monitorare gli effetti del cambiamento del clima sulla stabilità delle montagne.
Le zone più a rischio – ha rivelato lo scienziato – si trovano in Italia, Svizzera, Austria, Francia e Germania dove le montagne sono densamente popolate ed i pendii ripidi. Alcuni villaggi alpini potrebbero dover essere evacuati, anche per il rischio di alluvioni causate dal cedimento di dighe che si possono formare con la caduta di massi e detriti nei fiumi.
«Una sonda interrata sopra St.Moritz 15 anni fa mostra che la temperatura del suolo è aumentata in questo periodo fra mezzo grado ed uno. Se la temperatura all’interno della montagna al momento è solo di meno 2 non ci vorrà molto prima del disgelo», ha detto Harris. In montagna la superficie del suolo e la temperatura delle rocce d’estate salgono sopra lo zero ed ogni inverno si ghiacciano di nuovo, mentre in profondità alcuni centimetri rimangono permanentemente ghiacciati, o così dovrebbe essere.
Perforazioni sono state fatte in diverse parti d’Europa – Alpi, Pirenei, Svezia e isole Svalbard a nord della Norvegia – per monitorare quanto profondo è il permafrost e quanto fredde sono le rocce delle montagne. Secondo il dottor Harris le sonde sono state messe troppo di recente per dare una valutazione del trend a lungo termine.
Per questo ci vorranno dieci, venti o forse cinquanta anni. Ma i gradienti delle temperature nei primi cento metri di roccia hanno fornito nuove informazioni. «Sappiamo – dice lo scienziato – che la roccia è più fredda nel mezzo. Da sotto è riscaldata dall’interno della terra e da sopra dalle temperature più tiepide.
In condizioni stabili il gradiente della temperatura dovrebbe essere una linea dritta. Ma non lo è. Dai nostri calcoli già sappiamo che le cime delle montagne si sono riscaldate fra uno e due gradi negli ultimi 100-150 anni, ad un ritmo più veloce di quello del riscaldamento generale del globo».
Fra i fattori che accelerano il riscaldamento delle cime delle montagne, Harris indica lo scioglimento dei ghiacciai che negli ultimi cento anni si sono ritirati e che si prevede si dimezzeranno in questo secolo. «Una volta che il ghiaccio di superficie è sparito, le rocce si riscalderanno più rapidamente con il sole estivo», prevede.
swissinfo e agenzie
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