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Leggero aumento della disoccupazione in gennaio; l’edilizia il settore più colpito

L'accresciuta disoccupazione registrata in gennaio, salita di 0,1 punti a un tasso del 2 per cento, ha toccato tutti i rami economici, ma in particolare l'edilizia (più 16,9 per cento rispetto a dicembre), l'industria del legno (più 12,3 per cento), i trasporti e le comunicazioni (più 6,9 per cento). In controtendenza il settore alberghiero, che grazie alla stagione sciistica ha messo a segno una contrazione dello 0,6 per cento.

È quanto indica lunedì il Segretariato di stato dell’economia (Seco), precisando che complessivamente la spinta al rialzo è stata di 0,1 punti sia nella Svizzera tedesca, sia in quella latina. In termini percentuali l’incremento più forte ( più 6,7 per cento) è stato accusato dal Vallese, seguito da Berna ( più 5,6 per cento) e Ticino ( più 5,2 per cento). Sul fronte opposto Svitto, che ha registrato una diminuzione del 6,4 per cento.

Nei cantoni tedescofoni il tasso medio di disoccupazione si è fissato all’1,6 per cento e nella Svizzera francese e italiana al 3,1 per cento. Oltre i due terzi dei nuovi disoccupati avevano un’età compresa tra i 25 e i 49 anni. In controtendenza si è manifestata solo la fascia tra i 15 e i 19 anni (-1,1 per cento).

Un raffronto in base al sesso mostra che il tasso di disoccupazione tra le donne da un mese all’altro è rimasto invariato al 2,3 per cento, mentre tra gli uomini è aumentato di 0,1 punti all’1,8 per cento. Di tutti i senza lavoro il 52,8 per cento erano svizzeri e il 47,2 per cento stranieri: tra i primi il tasso di disoccupazione si è fissato all’1,4 per cento ( più 0,1 punti) e tra i secondi al 4,2 per cento ( più 0,2 punti).

A fine gennaio, rileva ancora il Seco, erano iscritti presso gli uffici di collocamento 72’295 persone ( più 3,7 per cento rispetto a dicembre). Depurato dei valori stagionali, il numero dei disoccupati è invece sceso di 1’767 unità, ossia del 2,8 per cento.

I «nuovi entrati» nell’assicurazione disoccupazione sono stati 15’319, ossia 1’604 in meno rispetto al gennaio del 2000. Le «uscite» sono state complessivamente 10’879 (-2’666) e in oltre i due terzi dei casi si trattava di lavoratori che avevano ritrovato un impiego. Il Seco nota ancora che il numero dei disoccupati di lunga durata è sceso a 11’618 (-6,9 per cento rispetto a dicembre). Di tutti i senza lavoro essi rappresentano una quota del 16,1 per cento (17,9 per cento il mese precedente).

Quanto alle persone che hanno esaurito il diritto alle indennità di disoccupazione, il Seco le quantificate in 1535: è l’ultima cifra disponibile, ma il dato si riferisce allo scorso novembre. Di essi 674 erano ancora iscritti a gennaio nelle liste di collocamento e 237 avevano ritrovato un lavoro: gli altri non figuravano più in nessun tipo di registro.

swissinfo e agenzie

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